Stupri, incesto, violenze sempre più efferate, morti ingiuste e troppo difficili da dimenticare. Anno dopo anno, gli autori di Game of Thrones, da noi Il Trono di Spade, sembra abbiano goduto a giocare col livello di sopportazione dei milioni di fan che seguono le vicende dei Lannister, Targaryen, Stark (o almeno quel che ne resta) e di chi attorno vi ruota. Il sesto ciclo, in partenza su HBO il 24 Aprile coi consueti 10 episodi, non intende fare eccezioni e promette nuovi scioccanti avvenimenti. Per quella che sarà la migliore annata mai prodotta, almeno a detta di David Benioff, autore con D.B. Weiss della trasposizione televisiva del ciclo di romanzi di George R. R. Martin. “Già in fase di script pensavamo questo fosse il miglior lavoro mai realizzato per la serie”, ha raccontato Benioff a Entertainment Weekly, “ma dopo aver rivisto al montaggio tutti gli episodi posso affermare che, anche grazie al lavoro eccellente di registi e direttori della fotografia, questa è la stagione di cui siamo più fieri. Probabilmente perché è stata anche la più complicata”.  A quale complicazione ci si riferisce? Forse alla scena di battaglia più epica in assoluto della storia della tv? Che in effetti, così definita dal produttore e sceneggiatore Bryan Cogman, ammireremo proprio in questi nuovi episodi. Visto il successo planetario della serie basata sui libri delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, resasi però indipendente dalla narrazione cartacea, giunta a una fase di stop, il budget è ora altissimo e certe sequenze sono un dovere morale per le folle di appassionati. Segretissimo tutto il ciò che avverrà (neppure la stampa vedrà gli episodi in anteprima, per evitare fughe di notizie), specie se si parla di un certo Jon Snow (Kit Harington): se è morto per davvero, come ci verrà concesso di rivederlo?