Un Posto al Sole, in onda dal lunedi al venerdi sera su Rai Tre, è la soap dei record. Al di là degli ascolti sempre ottimi, un cast di interpreti fatto di fuoriclasse, trame coinvolgenti e sempre legate all’attualità (campana in particolare), è una delle trasmissione televisive più longeve in palinsesto. Qualche settimana fa, ha infatti celebrato il 20° anno d’età. Il momento non potrebbe essere migliore, insomma, per farsi bella nelle trame del serial: è quello che starà pensando Elena Starace, casertana, classe 1989, ex ballerina ed oggi innamorata del teatro. Prima di interpretare, in UPAS, la deliziosa Giada, per cui lo già scapestrato Nunzio (Vincenzo Messina) perde la testa, si era fatta parecchio notare nelle fiction Benvenuti a Tavola (Canale 5), Per Amore del mio Popolo (Rai Uno) e Gomorra – La Serie (Sky Atlantic). ShowbizZ ha riservato 5 domande anche per lei.

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La Starace sul set di “Un Posto al Sole” con Peppe Zarbo (Franco Boschi).

A quanto ho letto, i tuoi inizi sono da ballerina. Quando e perché avviene il passaggio alla recitazione?

Si, la danza classica è stato il mio primo grande amore e continua ad essere una disciplina che mi affascina molto.  A quattordici anni poi, grazie a un laboratorio di recitazione, ho scoperto quanto il linguaggio teatrale fosse più affine al mio carattere e al mio mondo interiore. La scelta è stata naturale.

Dopo alcune fortunate fiction, l’exploit in Gomorra – La serie. Adesso arriva un altro cult, a nome Un Posto al Sole. Cosa puoi svelare sulla trama del tuo personaggio?

Giada è cambiata molto da quando l’abbiamo lasciata. È cresciuta, maturata, ha conquistato con fatica una certa autonomia e un certo equilibrio. Ovviamente resta una ragazza di vent’anni costretta per forza di cose a cavarsela da sola. L’incontro con Nunzio le darà l’illusione di poter condividere il percorso assieme a qualcun altro e in virtù di questa illusione e di questo amore perderà un po’ di quell’equilibrio a cui accennavo prima.

Qual è, a tuo avviso, il segreto del successo della soap partenopea, quest’anno tra l’altro giunta al 20° compleanno?

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In una scena di “Gomorra – La serie”, con Salvatore Esposito (Genny Savastano).

Quello di reinventarsi continuamente e di porre sempre una forte attenzione ai temi quotidiani, a quello che accade in Italia e nel mondo, romanzandolo in maniera verosimile.

E il tuo legame col teatro? Trovi il tempo e l’energia per tenerlo vivo?

Amore e rispetto sono le parole chiave del mio rapporto col Teatro, che sto cercando, a poco a poco, di integrare nella mia attività lavorativa.

Quanto è difficile attualmente portare avanti il sogno di recitare per mestiere? A teatro, come al cinema o in tv?

Non poco. I fattori che rendono difficoltoso questo mestiere sono molteplici e mutevoli.  Si è tentati di mollare continuamente, di cercare un’alternativa ma alla fine, con orgoglio, resistiamo quasi tutti, perché quando si accoglie l’Arte (qualunque tipo di Arte) nella propria vita, non lo si fa mai per un capriccio ma sempre per una necessità. Diventa un modo di sentire, una pelle da indossare, un paio di lenti con cui guardare il mondo, dopo un po’, molto poco, non ne puoi più fare a meno.