Per ogni telefilo degno di questo nome, uno dei titoli più attesi del 2017 è senza dubbio il revival della serie cult di David Lynch, Twin Peaks. Inizialmente annunciata per il 2016, la nuova stagione della serie tv verrà, invece, rilasciata nella prima metà del 2017. Il mistero intorno ai nuovi episodi, tuttavia, non si è ancora completamente sciolto: è stata rilasciata la lista del cast (che comprende 217 attori!) e oltre alle riconferme di volti noti (Kyle MacLachlan, ad esempio, tornerà a vestire i panni dell’agente speciale Dale Cooper) spiccano alcuni nomi del calibro di Amanda Seyfried, Tim Roth, Naomi Watts, Jim Belushi e Monica Bellucci. Il revival sarà ambientato ai giorni nostri, quindi ci sarà uno stacco temporale di circa 25 anni. Massima libertà creativa è stata lasciata ai due ideatori, David Lynch e Mark Frost, da Showtime, l’emittente via cavo che si è fatta carico degli onerosi costi del rifacimento. Il presidente dell’emittente, David Nevins, ha inoltre assicurato che “Ogni cosa di Twin Peaks sarà non convenzionale”.

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Kyle MacLachlan, già protagonista del “Twin Peaks” d’origine nei panni dell’agente Dale Cooper

Del resto questa serie televisiva, andata in onda tra il 1990 e il 1991 su ABC, deve parte del suo successo proprio al suo essere così “anticonvenzionale”. La firma autoriale di Lynch si legge in tutta la sua struttura narrativa, che fa ben presto perdere l’orientamento allo spettatore. Ostica, a tratti complessa, in particolare per il pubblico degli anni ’90 (abituato a ben altre serie, ripetitive e senza particolare avanzamento della trama), Twin Peaks finì proprio a causa della complessità crescente per allontanare gran parte del pubblico, ma allo stesso tempo a conquistare un fandom ossessionato e a fare la storia della televisione, cambiando definitivamente la percezione del telefilm presso il grande pubblico; non più un semplice “riempitivo” dei palinsesti televisivi e adatto ad un consumo distratto, ma prodotto complesso, analizzato e discusso.

Nonostante la serie sia durata per sole due stagioni e si sia sviluppata per circa una trentina di episodi, ha marchiato la sua immagine a fuoco, diventando un vero e proprio cult. Personaggi iconici, ambientazioni sinistre, registri linguistici differenti (dal tono da soap opera al thriller agghiacciante), ma soprattutto la domanda “Chi ha ucciso Laura Palmer?”, che diventa il tormentone di un’intera stagione televisiva. Si racconta addirittura che Mikhail Gorbaciov, ai tempi presidente dell’URSS, abbia telefonato all’allora presidente degli Stati Uniti, George H.W. Bush, per farsi svelare il mistero: Lynch ovviamente si rifiutò di rispondere alla domanda.

Il motore trainante dell’intera serie è, quindi, l’omicidio della “reginetta” del liceo Laura Palmer: la serie prende avvio il 24 febbraio 1990, quando Pete Martell scopre in riva al lago il cadavere nudo della ragazza, avvolto in un telo di plastica: un’immagine che è rimasta iconica nella mente degli appassionati e non. Per portare avanti le indagini arriva in città l’agente speciale Dale Cooper. Ben presto si moltiplicano i sospettati, affiorano lati sinistri della personalità di Laura, ma soprattutto emergono le varie “stranezze” della suggestiva cittadina.

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La mitica Laura Palmer (Sheryl Lee), ormai cadavere, la cui morte diede vita a tutti gli intrecci della serie di Lynch.

Nonostante l’impatto che Twin Peaks ha avuto sull’immaginario collettivo di una generazione, il drastico calo degli ascolti ha portato alla sua cancellazione dopo appena due stagioni: questo è dovuto al fatto che a metà della seconda stagione il mistero intorno alla morte di Laura venne sciolto (a causa delle pressioni della ABC). Lo stesso Lynch, nel documentario “A Slice of Lynch”, attribuisce il calo degli ascolti alla scoperta dell’assassino di Laura: “C’era spazio per tantissimi altri misteri. Ma quel mistero era sacro e teneva in piedi tutti gli altri. Era l’albero e gli altri erano i rami”.

Ad un anno dalla cancellazione della serie, è stato poi rilasciato il film Fuoco cammina con me, un prequel che racconta gli ultimi sette giorni di vita di Laura Palmer. Tuttavia, è stato fortemente criticato: difficilmente comprensibile per chi non ha visto la serie, ma poco apprezzato anche dagli stessi appassionati a causa dell’ambientazione troppo sinistra e la totale assenza di humor e mistero. Mancava uno dei punti forti di Twin Peaks: la totale ibridazione dei generi, il suo essere un prodotto camaleontico che vive sulla mescolanza.

Raramente ad uno showrunner è stata attribuita la libertà espressiva di cui ha sempre goduto Lynch e per il revival gli è stato permesso di girare prima tutto il materiale che aveva in mente e poi, a sua discrezione, decidere come suddividerlo: la durata di ogni singolo episodio non è ancora nota, ma Sherilyn Fenn (interprete dell’indimenticata Audrey Horne) e Sheryl Lee (la “reginetta” Laura Palmer) hanno dichiarato che la nuova serie sarà composta da 18 episodi.