Federico Dordei incarna il sogno di ogni attore che prende e parte per la città degli angeli per inseguire il sogno di sfondare a Hollywood. Un sogno che ci riguarda da vicino perché racconta il bisogno di farcela oltre ogni ostacolo, perché parla di un italiano che prova ad imporsi in una realtà che ti accoglie sì, ma solo se dimostri di essere un osso duro, uno che non intende farsi sottomettere dalla vita. E lo sfavillante mondo dello showbiz californiano ci mette un attimo a sottometterti e distruggerti, se non hai ciò che serve: passione, stoffa e carisma. Dordei, classe 1975, nasce in Gordania ma cresce a Roma e, 18enne, vola a Los Angeles perché è lì che vuol fare l’attore. Studia recitazione alla Stella Adler Academy e, non senza sacrifici, porte in faccia e insistenze, giunge ad apparire in alcuni film e ad imporsi sempre più nel mondo delle serie tv. Grazie a titoli come  E.R. – Medici in prima lineaThe CloserSenza traccia90210The Mentalist, fino ad arrivare al ruolo dell’irriverente Luis nella sit-com 2 Broke Girls.

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Un primo piano di Federico Dordei. In cover, l’attore è con Beth Behrs in una scena della sit-com “2 Broke Girls”

Come avviene che un ragazzo di neppure vent’anni decida di cambiare vita di colpo e trasferirsi a Los Angeles per inseguire un sogno?

Fin da giovane sognavo di fare il performer, ballavo la break dance, cantavo e sognavo di fare la High School of Performing Arts a NY, ma in casa mia non c’era una situazione economica che me lo permetteva, così a 19 anni ho venduto tutto quello che avevo di valore e con 3 mila dollari sono arrivato a Los Angeles, con visto da turista, senza conoscere nessuno e senza saper dove andare. Quella che sembrava una folle avventura è cominciata lì.

Quanto è duro imporsi come artista italiano in mezzo ad attori e registi americani?

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Con Simon Baker in una scena di “The Mentalist”

È durissimo per tutti, è la Mecca del cinema! Vengono qui da tutto il mondo con grande ego e grandi sogni. È difficile per gli americani, figurati per gli stranieri. È un business dove le porte in faccia sono all’ordine del giorno e ogni passo che un attore fa anche solo per addentrarsi nel gioco, prevede enormi sforzi, fallimenti e tanto tempo. Quando stai entrando nel giro, allora più del talento serve fortuna e “looks”. Intendo, essere fisicamente e caratterialmente più simile possibile a quello che hanno in mente e se sei anche bravo, magari continui a lavorare. Per chiunque come me, con un accento straniero, le possibilità sono molto più ristrette di chiunque non lo abbia e quindi oltre ai requisiti già elencati, ci vuole una lunga e intensa perseveranza che ti fa letteralmente sacrificare la vita.

Hai all’attivo un curriculum impressionante, ma che tipo di opportunità lavorativa vorresti ancora vederti concessa?

Il mio goal professionale? Ci sono molti registi con cui vorrei lavorare e ci sono registi con cui spero di lavorare ancora, interpretare personaggi complessi. Inoltre, sogno di impersonare in un blockbuster un eroe formidabile come Zorro! E sarebbe anche ora che uno dei pilot per cui vengo ingaggiato andasse poi in porto come serie completa. Finora ne ho avute solo 5 di queste galline dalle uova d’oro, rare e meravigliose.