Oggi torna Sense8 e lo fa con un episodio speciale della durata di due ore: Sense8: A Christmas Special verrà rilasciato contemporaneamente in tutti i paesi che si fregiano di Netflix. Riannodando i fili lasciati in sospeso nella prima stagione, ritornano di nuovo gli 8 protagonisti di questa serie originale Netflix, Will (Brian J. Smith), Riley (Tuppence Middleton), Sun (Donna Bae), Nomi (Jamie Clayton), Wolfgang (Max Riemelt), Kala (Tina Desai), Lito (Miguel Angel Silvestre) e Capheus (Toby Onwumere, giunto a rimpiazzare Aml Ameen).

Ma di cosa parla Sense8?

8 sconosciuti da diverse parti del mondo sviluppano una reciproca e spesso provvidenziale “connessione”. Questo è l’incipit di base della serie sci-fi creata da Lana e Lilly Wachowski (le “menti” dietro Matrix) e J. M. StraczynskiSense8, come Matrix, è un testo complesso e cervellotico: non mira a raccontare semplicemente una storia in modo lineare, ma mira a creare un vero e proprio mondo. La creazione del mondo è resa possibile dall’utilizzo di una prospettiva globale e l’opera risulta realistica grazie ad un cast internazionale e all’ambientazione. Lo show è infatti girato in diverse parti del mondo e ogni singolo luogo mostrato ha una sua “energia”, diventando lo sfondo dei diversi personaggi: al punto che per “leggere” in modo approfondito un personaggio bisogna fare riferimento al suo contesto. Ad esempio, per conoscere e comprendere a fondo la fragile Riley, forse la più “empatica” del gruppo, dobbiamo aspettare di vederla tornare alle sue origini, nella gelida Islanda.

Sebbene l’elemento fantascientifico sia presente, Sense8 fa dei personaggi il suo vero cuore (in questo, diciamolo, erede perfetta di Lost, dal cui cast eredita Naaven Andrews, l’ex Sayid). I protagonisti sono l’emblema della diversità: tutti i personaggi hanno un loro sguardo sul mondo. Il relativismo viene recuperato anche dall’utilizzo di registri linguistici e stili di regia differenti nell’affrontare la storia di ogni personaggio. Abbiamo la “bollywoodiana” Mumbai e la sua protagonista Kala, la brava ragazza, e la Berlino un po’ “gangster” dello scassinatore Wolfgang: l’intreccio romantico tra Kala e Wolfgang mostra come Sense8 miri al superamento delle diversità. Le diverse prospettive e i diversi punti di vista sono parte essenziale della storia, ma la “connessione” che si attiva tra i personaggi fa in modo che ogni pezzo isolato diventi parte del tutto.

C’è Lito, attore di telenovela messicano gay, che vive di nascosto la sua omosessualità, e c’è Nomi, una blogger e hacker transessuale che vive liberamente e a 360 gradi la sua sessualità con la sua compagnia di vita, Amanita. Nomi e Lito sono due personaggi vittime degli stessi pregiudizi, ma che hanno deciso di reagire in modo differente: una delle scene più emozionanti e toccanti è proprio un dialogo tra i due. “La vera violenza, la violenza che considero imperdonabile, è la violenza che facciamo a noi stessi quando abbiamo paura di essere chi siamo davvero” è ciò che dice Nomi. Ed in fondo il senso più profondo di Sense8 è proprio questo: trovare se stessi, essere chi siamo e chi vogliamo essere, anche grazie al confronto e all’aiuto degli altri.

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Nomi (Jamie Clayton) e Lito (Miguel Ángel Silvestre) nella scena del toccante dialogo sulla violenza

La connessione tra i personaggi può essere letta a più livelli: ogni personaggio può accedere alle stesse competenze e abilità dell’altro, o ancora ha modo di vedere il mondo con gli occhi dell’altro, ma è l’empatia il vero e proprio filo conduttore. Ciò che rende i sensate ancora più uniti è la possibilità di provare ciò che prova l’altro ed è proprio questa connessione la base per il sostegno e l’aiuto: degli estranei finiscono per essere il punto di riferimento l’uno per l’altro. Troviamo la massima espressione di solidarietà nel finale di stagione, quando attraverso la presenza fisica di Will, il poliziotto di Chicago, vediamo in fondo susseguirsi tutti i diversi personaggi, ognuno che mette a disposizione se stesso, le proprie capacità e abilità, per il fine ultimo.

Diversi pezzi di mondo uniti per un medesimo scopo che in virtù di quello diventano un tutt’uno.

Purtroppo per la seconda stagione dobbiamo ancora aspettare qualche mese (la data di rilascio è fissata per il 5 maggio 2017), ma Max Riemelt assicura che avrà “più sesso, più violenza, più tutto.” Per adesso non ci resta che goderci lo spettacolo e sperare che Sense8 ottenga ciò che merita: lo status di serie cult.