Uno dei motivi per cui adoro viaggiare da solo è la possibilità d’imbattermi in persone e stili di vita sempre diversi, stimolanti e, perché no, con cui finisco per fare amicizia. Davide De Falco, napoletano, classe 90, l’ho conosciuto lo scorso giugno a Los Angeles. Innamorato dei viaggi in solitaria come me, a un certo punto ha proprio scelto di restarci in uno di quei posti in cui faceva il turista: fa il professore di lingue all’estero, attualmente nell’americanissima Boston (dove insegna spagnolo). E non è mai facile prendere e partire per un periodo che potrebbe pure essere un temuto “per sempre”.  

Come avviene che un giovane laureato de L’Orientale di Napoli finisce ad insegnare lingue straniere in una scuola superiore di Boston?

L’Orientale è stato un vero e proprio trampolino di lancio. Da lì è cominciato un percorso che mi ha portato a studiare e lavorare un po’ ovunque: prima Bologna dove ho continuato i miei studi ed ho iniziato a lavorare come insegnante nelle associazioni di volontariato; poi Londra dove ho continuato a studiare lingue straniere prima di trasferirmi a Grenoble, nel sud della Francia. Lì per la prima volta ho potuto lavorare nel mondo universitario, e poco dopo sono finito a lavorare come teaching assistant di italiano negli Stati Uniti, l’equivalente del nostro lettore madrelingua nelle università italiane. Quella che doveva essere una semplice esperienza di un anno si è poi prolungata nel tempo perché sono passato a studiare e lavorare a Boston College, dove ho insegnato italiano come teaching fellow per due anni. L’anno scorso infine sono passato a insegnare spagnolo in una scuola superiore di Boston. La motivazione? C’è semplicemente molto più lavoro in lingua spagnola – dal mondo dell’insegnamento, a quello medico, legale, ecc.

 

Napoli

La terra d’origine di Davide: la bellissima Napoli (in una foto da lui scattata)

Da napoletano doc quale sei, e come tale gioviale e caloroso, quanto sei riuscito ad abbracciare lo stile di vita americano? E cosa ti manca maggiormente della tua terra d’origine?

Gli Stati Uniti sono un paese incredibile, pieno di mille contraddizioni ed eccessi. Lo si ama e lo si odia allo stesso tempo. È facile sentire lo stile di vita americano come proprio, senza dover necessariamente adattarsi ad esso, perché non ne esiste veramente uno! Sicuramente un’enorme differenza con l’Italia riguarda l’organizzazione, molto più strutturata negli Stati Uniti, e tante altre piccole differenze culturali che si imparano a conoscere con il passare del tempo. Ovviamente i primi tempi sono sempre difficili, come in ogni luogo del mondo nel quale ci si trasferisce una volta lasciata la propria terra d’origine. Superata la prima fase però ci si può sentire facilmente a casa. Di Napoli e dell’Italia mi manca lo stile di vita più semplice, la famiglia e gli amici, e naturalmente la cucina di mammá. L’organizzazione italiana un po’ meno…

 

Professore e viaggiatore in un colpo solo: immagino tu abbia una certa passione per i viaggi e la letteratura. Che consigli di lettura daresti a chi vuole avventurarsi “into the wild”?

Viaggiate da soli almeno una volta nella vita! Il viaggio rappresenta una delle migliori occasioni di conoscenza non solo del mondo ma soprattutto di se stessi. E da soli ci si troverà costretti ad interagire con il mondo in una maniera davvero unica, cosa che non potrebbe accadere durante un viaggio in compagnia.

A tal proposito, ecco una piccolissima lista di veri e propri manuali di  letteratura di viaggio con cui iniziare a familiarizzare con l’idea di viaggio all’avventura: La strada di Jack London, vero e proprio precursore del viaggio on the road attraverso gli Stati Uniti di inizio novecento – la letteratura di viaggio si divide in Avanti London e Dopo London. Travel with Charley di John jack-kerouac-sulla-stradaSteinbeck, genio letterario che in questo viaggio ci mostra le mille bellezze e contraddizioni degli Stati Uniti, il tutto in compagnia del suo cane, Charley! Into the wild di Jon Krakauer, penna raffinata capace di ricostruire le tappe del viaggio che ha portato Christopher McCandless ai confini del mondo. On the Road di Jack Kerouac, con un’unica regola da rispettare: da leggere durante un viaggio in macchina negli Stati Uniti, non prima! Un treno fantasma verso la stella dell’est di Paul Theroux – o un qualunque altro libro dello stesso autore – vera e propria leggenda vivente della letteratura di viaggio. Infine, uscendo dai confini a stelle e strisce,  The burning edge di Arthur Chichester assieme al suo canale Youtube Bald and Bankrupt – una vera chicca sull’idea di viaggio in solitaria e all’avventura, lontano dai canoni del turismo di massa a cui siamo abituati oggigiorno.

Ne approfitto anche per fare un po’ di pubblicità ad uno dei siti internet/pagine FB di maggiore qualità in termini di letteratura di viaggio: http://www.iviaggiletteraridiblascodamompracem.it/. Qui potete trovare consigli letterari, articoli (anche del sottoscritto!), racconti, recensioni, e tutto ciò che riguarda l’esperienza del viaggio legata alla letteratura.

 

E invece cosa consiglieresti ad un ragazzo che desidera cambiare vita per trasferirsi all’estero?

 Approfitta delle meravigliose opportunità che il nostro paese ha da offrire! Troppo spesso siamo portati a criticare il luogo nel quale viviamo, dimenticando di essere in realtà in un paese che ci può dare veramente molto. Studia il più possibile, leggi, viaggia in Italia! L’educazione italiana è a mio parere una delle migliori del mondo. E non dimentichiamo la grande fortuna che abbiamo nel poter studiare in università eccellenti che praticamente ci offrono una formazione di pari livello alle ben più care università d’oltreoceano. Di libri in lingua italiana ce ne sono decine di migliaia, e sarebbe uno spreco non approfittarne per iniziare a conoscere il mondo semplicemente seduti sul proprio divano di casa. Infine, bisogna viaggiare in Italia, innamorarsi del proprio paese e conoscerne le sue bellezze prima di poter pensare di lanciarsi all’avventura in giro per il mondo.

 

Quando tutto questo caos da pandemia sarà passato, quale sarà il primo posto in cui volerai?

Poche settimane fa ho dovuto posticipare un viaggio a Cuba che avevo programmato da mesi. Direi che sarà il primo viaggio da recuperare appena si presenterà l’occasione. Altrimenti posso anche accontentarmi di fare un salto in California prima di tornare in Italia per l’estate.

Davide De Falco è su IG come @davide.the.falco