“Siamo stanchi”, mi dice Andrea, quando gli chiedo come si sente, allo stato delle cose attuali in Florida. Andrea Venditti è un ragazzo napoletano di 22 anni che da inizio 2019, grazie al Cultural Representative Program della Disney, è a Orlando dove lavora al ristorante “Via Napoli” presso Epcot, uno dei parchi a tema di Walt Disney World. O meglio, lavorava, visto che, dopo che il 16 marzo il parco è stato chiuso per la pandemia con successive quarantene, il 6 aprile, a sorpresa, la decisione di licenziare tutti i ragazzi, costringendoli di fatto a prepararsi a perdere i propri alloggi. È lo stesso Andrea a riassumermi l’odissea sua e di circa 200 coetanei provenienti da tutta Italia. 

Andrea<< La situazione, ormai, è abbastanza conosciuta, fortunatamente, con la notizia che sta girando molto. Io penso ci sia stato, fondamentalmente, un problema comunicativo di base tra le varie aziende. Al 3 Aprile ci veniva consigliato e detto di restare negli housing Disney e che saremmo stati pagati fino e fine mese senza problemi. Il 6 Aprile, invece, ci veniva inviata una richiesta di lasciare gli appartamenti! Ci siamo sentiti stupidi: molte persone avevano deciso di lasciare il paese prima e noi che siamo rimasti, soprattutto perché confidavamo in un’eventuale riapertura verso maggio (che ci era stata prospettata inizialmente), ci siamo trovati poi a competere tra noi per accaparrarci biglietti aerei che, secondo me, avrebbero potuto essere fissati ad un prezzo più basso e uguale per tutti in una situazione di emergenza come questa.
Alla fine, come ho scritto in un mio post Facebook, non mi sento d’incolpare qualcuno in particolare e non ne ho neanche voglia. Come tutti gli altri ragazzi, voglio solo tornare a casa prima possibile.
C’è un’ultima cosa che vorrei davvero sia chiara: non stiamo cercando soldi, non vogliamo assolutamente che qualcuno ci paghi il volo di rientro.
Siamo lusingati da tutte le persone che si sono offerte di aiutarci e lo apprezziamo veramente tantissimo, ma quel che cerchiamo è solamente un trattamento equo. Per tutti.
Nella speranza di prendere un volo aereo senza dover far pagare 800$ a un ragazzo e 2500$ a un altro per lo stesso posto. >>

A muoversi per sciogliere i nodi della questione, il Consolato generale d’Italia a Miami, assieme all’unità di crisi della Farnesina e all’Ambasciata italiana a Washington, con risultati che speriamo giungano positivi ed immediati. Un’avventura sicuramente indimenticabile quella di Andrea e di chi come lui è in questo caos. Un’avventura che da sogno lo è di sicuro per un ventenne che vive e lavora in una terra a marchio Disney, ma che di certo non doveva terminare trasformandosi in un incubo.