Il suo vero nome è Luigi Bollito, qualche tempo fa il nome d’arte era Luigi Di Filippo, che poi si è definitivamente attestato su un ben più latino Luis Navarro (leggete più avanti). Marcianisano, 26 anni, suona il pianoforte da che ne aveva 6, un paio d’anni dopo inizia la grandiosa avventura del canto, cui seguono nel tempo le apparizioni televisive e i contest festivalieri. Va a Domenica In, da Maria De Filippi ad Amici, passa per l’Accademia di Sanremo e il Girofestival e l’elenco non è nemmeno esaustivo. Viene chiamato come Direttore artistico del Music Festival di Capua e poi nella sua stessa città diventa Direttore artistico del Marcianise Festival Pop. Per giungere allo scorso luglio, quando presiede pure il Festival di Bacoli. Il tutto, mentre gestisce un’etichetta discografica a Marcianise a nome Key Music. Lo incontri e quello che di lui innanzitutto ti colpisce è il disarmante entusiasmo che mette (e ti mette) quando si parla di musica e delle cose belle che può generare ovunque e per chiunque. Io l’ho incontrato per parlare della sua di musica. Ma prima, bisognerà iniziare dal suo nome.

Partiamo dal tuo nome d’arte: come sei arrivato a Luis Navarro?

Bella domanda! Nel 2012, la casa discografica che poi avrebbe pubblicato il mio brano El Amor Que Yo Querria in tutta Europa, mi chiese di cambiare il mio nome d’arte, che all’epoca era Luigi Di Filippo (dal cognome di mia madre), perché da un punto di vista commerciale un cantante di musica latina dal nome italiano non era funzionale. È facile immaginare che potetti cambiare Luigi in Luis molto facilmente. Per quanto riguarda il cognome, mi ispirai alla cantante di flamenco Diana Navarro, un’artista che seguo da sempre e che, ovviamente, canta un genere diverso dal mio.

Dopo la scatenata hit estiva Fiesta, un nuovo singolo sta per essere pubblicato. Cosa dobbiamo aspettarci?

Quel che dovete aspettarvi è un nuovo pezzo di musica dance, I believe in your eyes, totalmente in inglese, che ho composto insieme al DJ Vince Morke. Per quel che riguarda il testo, invece, ho avuto il piacere di lavorare con una mia giovane allieva di canto, Veronica Di Nocera, cantautrice, che per la prima volta ha scritto un brano in inglese per me. Non possiamo ancora svelare la casa discografica che lo pubblicherà, ma di sicuro vi dico che il progetto prevede tre versioni differenti, una radio edit, una extended version e un remix che abbiamo definito “latin soul”. Non vediamo l’ora! 

cover

La cover del nuovo singolo di Luis Navarro, “I believe in your eyes”

Sei sempre in giro, tra festival, concerti e partecipazioni straordinarie. Puoi riassumere per ShowbizZ le tue recenti “escursioni”?

Certo. Quest’anno ho avuto modo di lavorare spesso in Romania, tra concerti e partecipazioni a festival internazionali ai quali ho ricevuto anche due premi prestigiosi. E la gioia è sempre come agli inizi! Sono stato per la prima volta in Slovenia, al Festival internazionale Bled Golden Microphone, in cui ho rappresentato l’Italia e son riuscito a portare a casa una vittoria. Ho concluso la tournée estiva italiana e sto per partire di nuovo per altre tappe europee.

La tua etichetta discografica Key Music è attivissima. Quali sono i progetti che stai seguendo attualmente?

Seguo ragazzi davvero talentuosi, cantanti e cantautori. Quest’anno di sicuro pubblicheremo una compilation di giovani talenti campani e nuovi singoli. Stiamo preparando nuovi spettacoli teatrali, anche grazie all’aiuto di un valido coach, che, beh, penso tu conosca: un certo attore di nome Gabriele Russo! Da Gennaio tutti i ragazzi saranno seguiti anche da altri insegnanti, famosi in tutto il territorio italiano, come Maria Grazia Fontana (Tale e Quale Show, Amici) e il fratello Attilio Fontana, in un percorso di alta formazione nelle arti dello spettacolo.

Progetti, speranze e sogni di Luis Navarro. 

Oltre al mio personalissimo sogno di continuare a vivere di, per e con la musica, ho un desiderio e una speranza che non riguardano il mio percorso professionale. Si tratta del non sentir parlare più di bambini morti in guerra o per fame. Ogni giorno ricevo notizie (ormai non più novità) che in Siria o in altri paesi devastati dalla guerra ci sia una strage di innocenti. Non vorrei più sentirne parlare, perché non vorrei vederli accadere. È una favola lo so, ma se devo sognare, voglio sognare questo.