Il 14 ottobre di 40 anni fa veniva pubblicato Heroes, dodicesimo album di David Bowie, considerato il secondo della cosiddetta “trilogia berlinese”, assieme a Low e Lodger, ma l’unico dei tre effettivamente registrato a Berlino. L’operazione avvenne negli Hansa Tonstudio, in quella che ai tempi era ancora Berlino Ovest.

L’americano Tony Visconti, co-produttore del cd (uno che vanta collaborazioni con gente come Morrissey e Manic Street Preachers) considerò l’album: «una delle mie ultime grandi avventure nel fare album. Lo studio di registrazione era a circa 500 metri dal muro. Le guardie rosse ci osservavano con un binocolo potente attraverso la finestra della nostra sala di controllo»

Dieci tracce per un disco amatissimo dalla critica, che considerò una dichiarazione artistica più positiva rispetto ai lavori tetri del passato, Heroes fu proclamato disco dell’anno dall’autorevole rivista NME. Pare che John Lennon abbia detto, nel 1980, durante la lavorazione del suo album Double Fantasy, di avere l’ambizione di “riuscire a fare un disco buono tanto quanto “Heroes”.

Nell’arco di 40 anni, circa 20 cover di Heroes, il pezzo che da il titolo all’album, sono state realizzate. Fra chi si è cimentato con una nuova versione del brano, i Blondie, gli Oasis e Peter Gabriel