Giovanni Caccamo, classe 1990, nativo di Modica (Ragusa), non è solo il cantante di Ritornerò da te, il pezzo con cui ha vinto al Festival di Sanremo 2015, fra le Nuove Proposte, o di Via da qui, con qui è riuscito a piazzarsi terzo tra i Big nell’edizione 2016, assieme a Deborah Iurato. È senza dubbio uno dei cantautori italiani più in vista degli ultimi anni. A dargli una grossa fetta di notorietà, c’ha pensato anche il brano del cortometraggio Lava, che, al cinema, ha fatto da apertura al capolavoro animato Inside Out, in cui duetta con Malika Ayane, per la quale ha pure firmato le musiche di Adesso e qui (nostalgico presente). Attualmente, ad impegnarlo è il Non Siamo Soli Tour, una lunghissima serie di concerti messa in piedi per promuovere il suo ultimo disco, intitolato infatti Non Siamo Soli. Ho avuto l’onore ed il grande piacere di intervistarlo in esclusiva per ShowbizZ: ecco a voi, l’intervista integrale.

La musica è sempre stata, fin da piccolo la tua passione. Quando hai capito realmente di voler diventare un cantautore nella vita?

© PIGI CIPELLI 2016

Caccamo con Deborah Iurato © PIGI CIPELLI 2016

Canto da sempre, ma solo all’età di 20 anni la mia passione per la musica si è trasformata in una vera e propria vocazione. Questo passaggio è avvenuto grazie alla scrittura: avevo infatti capito che la mia missione era quella di interpretare i pezzi scritti e composti da me, per veicolare emozioni e vissuti a me vicini.

Nonostante il successo, non hai rinunciato a prodigarti nel volontariato sposando la causa del FAI, divenendone ambasciatore. Cosa ti spinge ad impegnarti in queste cose?
Il FAI così come Archè, Avis, AISM, sono tutte realtà per le quali ho deciso, nel mio piccolo, di mettere a disposizione la mia arte. Per chi lavora con le emozioni, credo, sia doveroso, metterle a disposizione per fare del bene!

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Con Malika Ayane, con cui ha duettato in “Lava”

A febbraio è uscito il tuo ultimo lavoro Non Siamo Soli, a cui è seguito il Non Siamo Soli Tour, che è ancora in corso. Ci sono già progetti per il futuro?
Sono da poco tornato da Tokyo. Sto vivendo e scoprendo luoghi stupendi grazie a questo tour che finirà a Settembre. A breve riprenderà anche la IV edizione di LiveAtHome, il mio tour nei salotti, che da 4 anni tiene acceso il mio contatto diretto con il mio pubblico.

Da anni ormai il lavoro ti ha portato lontano da Ragusa, catapultandoti a Milano. Ti senti legato alle tue origini e c’è qualcosa che ti porti dentro nonostante la lontananza?
La Sicilia è una terra splendida che porto costantemente nel cuore, sia umanamente che musicalmente. Ne apprezzo gli odori, sapori e colori: è come se si vivesse in un tempo più umano. Quando posso, torno

sempre molto volentieri nella mia terra natia.

La musica come mezzo di espressione e comunicazione, capace di emozionare intere folle, ma tanto altro ancora. Secondo te, cosa può fare la musica?
Tanto. La musica può fare tanto, ma soprattutto possono fare tanto gli artisti, cercando di essere sempre più consapevoli dei messaggi che veicolano e delle responsabilità educative che la musica, volontariamente e involontariamente ha.