Capita spesso in una serie tv che un personaggio entrato a piccoli passi cresca sempre più, soprattutto se impersonato da un attore in grado di dargli spessore e carisma. Quell’attore è il napoletano Cosimo Alberti e il suo alter ego televisivo è il simpaticissimo vigile Salvatore Cerruti, noto anche come “Cerry”, in quel piccolo grande miracolo tutto italiano, anzi napoletano che Un Posto al Sole, la soap opera di Raitre in onda da ben 24 anni e interrotta in queste settimane solo dalla pandemia. Parlo con Cosimo del futuro del serial partenopeo, in cui lui ha debuttato nel 2015, ma soprattutto di cosa significhi voler essere un attore, specie in un periodo così assurdo come questo…

In un momento storico così segnato da incertezze, soprattutto in campo lavorativo, perché un giovane può, se lo desidera davvero, ancora scegliere di diventare un attore?

Che bellissima domanda e non lo dico con sarcasmo. Ti risponderò basandomi sulla mia personale condizione lavorativa nel bel mezzo di questa pandemia. Proprio in questi giorni mi chiedevo che destino avrebbe avuto la mia carriera d’attore durante e dopo questa crisi mondiale. Dopo trent’anni di teatro e quindici di televisione ero sempre più proiettato con determinazione verso obiettivi Alberti 1più importanti. Mai avrei immaginato di dover frenare così bruscamente la realizzazione dei miei sogni per una pausa forzata di tutte le mie ambizioni. In pochi giorni, la mia agenda fitta di impegni composta da registrazioni in studi televisivi, pose per nuovi film, prove a teatro, spettacoli imminenti della stagione teatrale in corso, ma anche ospitate in festival ed eventi artistici ha visto tutto stravolto. Gli impegni sono svaniti come bolle di sapone e molti di questi sono persi per sempre! Sia io che molti miei colleghi di lavoro ci siamo ritrovati d’un tratto a fare i conti con una realtà che somiglia ad uno scenario di guerra! Per colleghi intendo quelli “veri”, di quelli che fanno questo mestiere con professionalità da cui traggono il loro sostentamento per vivere e non i colleghi “amatoriali” che hanno il secondo lavoro e possono vivere la crisi con più serenità.

Senza alimentare una polemica che innescherebbe una controproducente “guerra tra poveri”, ho avuto bisogno di sottolineare questa inequivocabile differenza tra le due categorie perché ti fa capire chi in questo momento storico si trova nei guai e chi di meno. I provvedimenti presi dallo stato per far fronte all’emergenza economica di chi ha avuto una battuta di arresto lavorativa non ha fatto altro che far emergere ancora di più il precariato di questo strano, bellissimo e maledetto mondo dello spettacolo.  Ho scoperto così di appartenere, ma un po’ già lo sapevo, ad una categoria lavorativa rispettata ma non tutelata, acclamata ma non riconosciuta, amata e bistratta allo stesso tempo. Il futuro dello spettacolo è incerto, se prima c’erano più sicurezze ora con l’avvento della pandemia è diventato tutto più difficile. Vi basti pensare che nei primi giorni della quarantena, per non sprecare il tempo solo con Netflix, avevo ripreso a scrivere un paio di testi teatrali da portare in scena quanto tutto sarebbe finito ma è sopraggiunto quasi subito uno sconforto legato alla consapevolezza di quanto lontana fosse la normalità e ho buttato tutto all’aria. 

È inutile elencarvi le problematiche legate alle attività ludiche che non conciliano con il distanziamento sociale ci potete arrivare benissimo da soli. Certo non sono un pessimista, sono un realista che non si fa illusioni ma dentro cui brucia quel fuoco della passione per il lavoro dell’attore contro cui non c’è pandemia che spenga! Cari giovani che volete diventare attori leggete tra le righe, fate tesoro di quanto ho scritto e seguite il vostro cuore che vi dirà se continuare a perseguire il desiderio di “essere attore” con tutti i rischi ma anche i vantaggi che esso comporta o a “fare l’attore” con tutti i vantaggi ma anche i rischi che esso comporta! Chi ha orecchie per intendere intenda!

Alberti 2Quando e con quali modalità pensi potrete tornerete tutti sul set di Un Posto al Sole?

Come sapete anche le registrazioni di Un posto al sole, dove interpreto il vigile  “Sasà Cerruti” che mi da tante soddisfazioni, sono sospese. Nonostante io sia in contatto con la produzione, cui mi lega anche un rapporto affettivo, essa non sa dirmi quando sarà possibile ritornare negli studi televisivi e con quale modalità: immagino ne sapremo di più nei prossimi giorni. L’unica certezza, al momento, sono le pillole della soap, filmati inediti dal titolo Un po’ sto a casa, registrati per RaiPlay e in onda ogni giorno alle 18 dall’11 maggio. I protagonisti della soap comunicano tra loro pur restando in quarantena. Un appuntamento sicuramente da non perdere, in attesa che torni il “canonico” Un Posto al Sole 

Quali sono i sogni artistici che Cosimo Alberti non è ancora riuscito a realizzare?

Il tempo mi ha insegnato che bisogna concentrarsi su pochi precisi obiettivi, meglio se uno solo, così ci sono più probabilità che si realizzi. Quand’ero più giovane inseguivo tanti sogni perché erano e sono tanti i miei interessi. Ho sempre avuto una incontrollata inclinazioni per quasi tutte le sfaccettature del mondo dello spettacolo. Ho sempre amato recitare ma sono attratto anche dalla regia e dalla drammaturgia. In pratica spesso scrivo e dirigo gli spettacoli che interpreto. Sono affascinato dalle tradizioni popolari e dalle danze antiche. Ho fatto esperienza sul campo e curo dei laboratori interattivi di balli folkloristici. Ho un gruppo musicale in cui canto e suono i tamburi a cornice. Amo molto la televisione e oltre a continuare a recitare i panni di “Cerry” in Upas ambisco ad essere un protagonista di una serie televisiva di successo internazionale. Il mio unico rammarico è non essere riuscito ad avere bei ruoli nei film che ho in curriculum. Ad onor del vero, erano talmente pochi e irrisori che diversi li ho proprio depennati. Non sono mai riuscito a sfondare nel cinema. Senza fare una disamina sulle motivazioni posso senza dubbio affermare che ora il mio unico sogno è quello di poter recitare in un bel film!

 

Il link agli episodi speciali intitolati “Un po’ sto a casa”

https://www.raiplay.it/programmi/unpostoacasa