I Manetti Bros. mettono a segno un altro bel colpo a 3 anni da Song’ e Napule. Applauditissimo al Festival di Venezia, il musical partenopeo Ammore e Malavita, ci porta nella Napoli più rude e racconta di un boss della camorra (Carlo Buccirosso, enorme) deciso a sparire dalla circolazione. Fingendosi morto su suggerimento della moglie (Claudia Gerini, così brava col dialetto napoletano da far scordare che è romana). Le cose prendono una pessima piega quando il loro bodyguard di fiducia (Giampaolo Morelli), deve tradirli per “ammore”.

Sì, si parla di camorra, di morti ammazzati e delle napoletanità che continuano a piacere al cinema e in tv. Ma a ritmo di musica, con canzoni originali più una strepitosa parodia di What a Feeling affidata a Serena Rossi (già Carmen di Un Posto al Sole, qui protagonista femminile). Le canzoni sanno divertire e  appassionare, con testi che sostituiscono le battute filmiche senza sforzo. E la storia, che incontra gangster movie e sceneggiata napoletana, tiene un ritmo che non ti fa accorgere delle oltre 2 ore passate in sala.

Se proprio dobbiamo tenerci sempre la Napoli di Gomorra, che ce la offrano in salsa nuova, magari con spruzzata di La La Land. Facendoci gustare un musical destinato a restare bene impresso nel cinema italiano, che di musical degni, sembra proprio non averne.