Meraviglioso esempio di edificio pubblico di età romana e uno dei più imponenti di tutta la regione Campania, il teatro romano di Sessa Aurunca (CE), collocato  sul  versante occidentale della città, al di fuori della cinta muraria di fine IV sec. a C., è stato portato alla luce tra il 1998 e il 2006, attraverso tre campagne di scavo.

particolare giovanni

La nascita > Il teatro venne costruito nel I sec. a.C., come testimonia lo studio delle tecniche murarie e i ritrovamenti in loco. La sua storia è, indiscutibilmente, legata alla figura di Matidia Minore, nipote di Traiano, e cognata di Adriano, che ne promosse l’ampliamento nel  II sec. d. C. rendendolo uno dei più splendidi teatri della zona,  per la finezza e l’eleganza dei marmi, degli stucchi  e dell’intero complesso

La struttura> Per definizione italico, in quanto parte della cavea sinistra poggia  sul pendio naturale, riprendendo la tipologia greca, la parte di destra, invece,  poggia sulle delle strutture murarie, oggi in parte visibili. L’edificio comprende una cavea di 110 metri di diametro che poteva ospitare tra i 7000 e gli 8000 spettatori. Per la realizzazione  delle decorazioni architettoniche costituite da fregi, architravi e capitelli scolpiti furono utilizzati marmi provenienti da tutto l’impero romano,  che rappresentavo la grandezza dell’impero, sia come espansione geografica sia come potenza.

La scena > Una stupenda suggestione avvolge l’immagine di come si presentava la scena, sulla quale si ergevano tre ordini sovrapposti, per un’altezza di circa 25 metri, con 28 colonne per ogni ordine, intervallate da 30, 40 statue di divinità o personaggi della famiglia imperiale.

matidia giovanni

Tra tutte quella che regnava  incontrastata al centro della scena, era proprio l’effige della nostra Matidia Minore, realizzata in doppio marmo,  marmo bigio morato per il manto e marmo bianco per le membra e la testa appositamente incastrati.  Raffigurata come un’Aura, personificazione delle dolci brezze, ha il manto gonfiato dal vento e guardava il suo teatro dall’alto della sua magnificenza, quasi come se volesse spiccare il volo,  come vento benefico sulla sua amata Suessa. “Tornata alla vita”  dopo 2000 anni durante lo scavo ,vi accoglie nella Sala Espositiva del Castello Ducale delle città, come Signora della sua terra, ove protrae in eterno  il suo effetto benefico.

 

>> Le foto sono a cura di Giovanni Soligo