Gli artefici di questo nuovo brand di moda a nome Dobre, marchio di abbigliamento giovanile che si focalizza sulla qualità delle immagini sui prodotti, sono tre marcianisani giovanissimi. Gaetano Di Dio, 21 anni, ovvero la parte creativa, Antonio Velardi, 19 anni, la parte manageriale, e Gaetano Oliver, 24 anni, che si occupa della stampa dei prodotti. Siamo ospiti, per l’intervista, nei locali dell’associazione Spazio Corrosivo, deliziosa realtà marcianisana che è coagulo di cultura e creatività e che fa da sfondo ideale ai discorsi di arte, sogni e forza creativa che intavoliamo. Tra le t-shirt Dobre che i 3 indossano, si nota su quella di Antonio l’immagine di una corona di spine, dai cui rami secchi, però, nascono delle margherite. Un paradosso, un controsenso che spiega stile e originalità di questo brand. La determinazione e il talento di questi ragazzi, poi, sono un incredibile valore aggiunto di questa realtà.

Come e quando nasce il mondo di Dobre?

GD: Dobre nasce circa un anno fa, in estate, da un’idea mia e di Gaetano Oliver, quasi per scherzo. Iniziammo col produrre t-shirt con stampe semplici, di bassa qualità, cosa di cui venivano informati i compratori. Continuammo a produrre col tempo, prima la collezione estiva, poi quella invernale, aumentandone la qualità, con vendite private e iniziando a pubblicizzare la nostra pagina. Poi c’è stato l’incontro con Antonio Velardi e la decisione di ufficializzare il brand a livello burocratico. Ora abbiamo una società e siamo visibili al mercato tutto. 

In che modo riesce a finanziarsi un team giovane come il vostro?

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Un’anteprima esclusiva di prodotto della collezione invernale ‘Dobre’. Dove, a sottolineare il controsenso della linea, un 17 è accostato alla…fortuna

AV: Per iniziare, si è investito un capitale sociale. Poi, da quelle che erano vendite di cortesia, siamo passati ad un discorso più serio di diffusione del prodotto e le spese sono aumentate. Finanziandoci autonomamente, siamo riusciti fino ad ora a fare due collezioni. Come in ogni commercio, prestiamo molta attenzione al processo di vendita. Stiamo costruendo una base per quelle che saranno le vendite del futuro, che speriamo di vedere sempre più rosee.

GD: Ci basiamo sulla vendita del prodotto: su una maglietta venduta, in seguito se ne produrranno due. In questa fase iniziale, non ci si può soffermare sul guadagno, ma sull’investimento. Vogliamo avere il tempo di crescere, in fondo abbiamo appena iniziato.

L’essenza di Dobre va ricollegata a un discorso di originalità. Ma, seguendo la moda e uno stile ben definito, chi indossa i vostri capi riesce comunque ad affermare una propria individualità?

GD: Assolutamente! Dobre vuole esprimere un concetto di originalità! Ti parlo da creativo, dato che progetto grafica e quel che è la collezione finale. Studio moda a Milano e ho iniziato a lavorare come assistente in una casa di moda, la Alcoolique, dove ho imparato molto, vedere come si progetta una collezione, l’idea di originalità, appunto, e tutto quello che c’è dietro, dalle stampe ai ricami, cercando di trarre il più possibile per poi dare beneficio a Dobre. Noi lavoriamo principalmente sulla tipologia di stampa, più che sul modello, vogliamo soffermarci su quello che c’è sopra. È l’immagine che rappresenta Dobre, lavoriamo molto graficamente per dare una nostra impronta. Il cliente vede il nostro stile e deve poterlo ricondurre a noi. Ma, anche se la linea tracciata da Dobre la seguono tutti, ognuno va poi a sviluppare un proprio stile.

AV: Dal punto di vista commerciale, posso dire che ci dev’essere si molta originalità nel concepire l’immagine, ma deve esserci un grosso lavoro sul pubblicizzare quest’idea. Bisogna renderla un qualcosa che deve piacere, il marchio va reso bello e attraente. Non siamo Gucci, non dettiamo leggi nella moda, per ora possiamo solo impegnarci al massimo per entrare nel quotidiano e nella testa delle persone, sperando di assecondare un gusto che viene poi personalizzato.

GO: Chi sceglie Dobre si affida alla nostra idea non solo di originalità ma anche di qualità. Il nome Dobre viene da una parola polacca, che significa “buono”, rispecchia il nostro lavoro e quello che noi proviamo a fare. E vogliamo continuare su questa linea.

Oltre alla visibilità, cosa serve ad un marchio neonato come il vostro per imporsi?regularskullwhite

GD: Beh, la visibilità fa il 90% del prodotto. Certo, può esserci il passaparola, ma, soprattutto in questi anni, è la visibilità la priorità assoluta. Penso inoltre alla cura del dettaglio, di cui ci occupiamo moltissimo, e ciò deve aiutare Dobre ad imporsi. Vogliamo rendere visibile, attraverso lo stile e la qualità, le potenzialità della Campania. È qui che siamo nati ed è qui che vogliamo sviluppare i nostri progetti.

AV: Il prodotto può essere fantastico, avere un prezzo fantastico, ma senza la adeguata visibilità in quanti lo compreranno? L’idea è di estendere Dobre, farlo diventare un concetto molto più ampio, che vada a coinvolgere eventi, legandosi a tutto ciò che è arte. A volerlo sottolineare, abbiamo prodotto anche una maglietta con la Pietà di Michelangelo.

GO: La nostra strategia attuale non può che concentrarsi sul far conoscere il marchio. Lo stesso passaparola può funzionare solo se prima abbiam dato la giusta visibilità al prodotto.

Sempre più talenti artistici, creativi vengono fuori a Marcianise. C’è da sperare che i ragazzi stiano mettendo da parte le paure causate dall’assenza di stabilità e scelgano di seguire i loro sogni e inclinazioni?

GD: Dal punto di vista artistico, da figlio di due artisti, son sempre stato spinto a sviluppare idee, a fare e vivere arte. So che il periodo storico non è felice dal punto di vista lavorativo, ma non voglio arrivare a 40 anni col rimpianto di non averci provato, di non aver seguito una buona idea che avevo. La nostra sarà una salita graduale, sbaglieremo, ma troveremo una soluzione. Appena sentiamo di un evento in città, cerchiamo di esserci, perché amiamo questa città e quello che sta dando all’arte. A 14 anni ho fatto la mia prima collezione di magliette, e ho capito che è una cosa che andava seguita. E poi è tutto più bello se lo si vive come in una famiglia. C’è appunto un concetto di “Dobre family” che viviamo. Ci circondiamo di giovani intraprendenti, che diventano anche protagonisti del nostro progetto. Nomi come Daniele Parolise, il nostro fotografo, Laura Di Dio, studente di moda e con noi in ogni campagna e shooting pubblicitario come make-up artist, e Gianluca Mozzillo, altro giovane marcianisano coinvolto in una start up a Roma, grafico e curatore dello shoponline.

GO: Io sono l’addetto alla produzione e quindi sono quello che traduce la creatività in cosa materiale. E per fare un lavoro simile, per consegnare un ottimo prodotto c’è bisogno di impegno e fatica. Ma vale la sempre la pena, se si sta vivendo un sogno. Soprattutto non ci si deve lasciarsi fermare da chi non crede nella tua idea. Stare troppo coi piedi per terra e legati alla tradizione fatta di sicurezze ormai andate, può essere solo limitativo.

 AV: Nel rispondere, dovrei finire con un consiglio, ma inizio con un consiglio. Chiunque può inseguire un sogno, lo faccia! Molte cose, niente affatto scontate, accadono e magari il sogno si realizza. La strada più semplice, quella della cosiddetta stabilità, non è sempre la migliore. Mi sono lanciato in questa avventura con la speranza che diventi il mio futuro. Come molti, voglio fare qualcosa di bello, che amo e, per quanto siamo in un periodo particolare, dove è difficile allontanarsi da certezze e avvicinarsi a qualcosa che può essere addirittura un fallimento, sappiamo che in altri Paesi c’è la forza di osare, perché si investe molto. Si, c’è chi fallisce ma c’è anche chi riesce, dunque il tentativo va fatto! Ad ogni crisi corrisponde un boom, e magari questo è un periodo in cui le persone scommettono su se stesse! Un mio professore dice: “l’imprenditore vero, non ascolta nessuno”. Ecco, certi sogni e progetti vanno portati avanti, con determinazione e senza condizionamenti esterni. Si sbaglia, si cade, poi ci si rialza. E probabilmente si riesce.

>> I dipinti nella foto cover (che ritrae, da sinistra, Gaetano Oliver, Antonio Velardi e Gaetano Di Dio) all’interno di ‘Spazio Corrosivo’, sono creazioni dell’artista Mimmo Di Dio, fondatore dell’associazione culturale.