Quanto conosciamo la storia dei “nostri” Borbone o di siti come la Reggia di Caserta? Quanto basta per sentirci ben orientati nel nostro meraviglioso contesto, forse. Eppure, leggendo libri come quello di Nando Astarita, Caserta dei Borbone (Artetetra Edizioni), ci si rende conto di quanto poco si sappia in realtà di una storia, affascinante e avvincente da fare (ancora) sorpresa, e di quanto conoscerne aneddoti, magari romanzati quel che basta, sia una irresistibile lezione di storia (dell’arte, pure). Astarita, casertano cresciuto “a pane e reggia”, uno che scrive da sempre, specie di storia e costume locale, in particolare sul giornale on-line Il Casertano.it, ci presenta vicende importanti con occhi diversi, più curiosi e anche divertiti. Svelandoci personaggi come un Re Carlo dal braccio corto, una Regina Amalia che calzava dure scarpe da uomo, un Vanvitelli deluso e mobbizzato o una Carolina elegante e colta, ma sgraziata da una cosiddetta “purpetta ‘mbocca”. Perché, affabile ed eccellente comunicatore, Astarita sa che per arrivare al lettore o al turista, lo strumento indispensabile è innanzitutto uno: l’umanità. Che i ventisette racconti di questo libro, nato da una serie di suoi articoli messi insieme, hanno da vendere.

Genesi dell’amore di Nando Astarita per la storia dei Borbone: come nasce e in che modo si sviluppa un interesse così forte?

Sono curioso per natura: se qualcosa mi piace, m’interessa, mi colpisce, cerco di saperne il più possibile. Per cui, nato e vissuto per la maggior parte della mia vita a Caserta e quindi a contatto con la Reggia (anche perché quando ero ragazzino non avevo tante altre alternative) è stato per me naturale un lento ma continuo sovrapporsi, nel tempo, di conoscenze relative al territorio, alla Reggia ed ai Borbone. È un interesse che, sia pure non totalizzante, mi affascina sia per i profili caratteriologici dei principali personaggi che per la possibilità di “rivedere”, attraverso tante fonti, il nostro territorio casertano così com’era un tempo e meglio valutare il confronto con quello di oggi

libro-casertaÈ eccessivo ritenere doveroso conoscere la nostra storia senza limitarsi ai fatterelli più noti o legati a basilari ricordi scolastici?

Sarebbe opportuno interessarsi il più possibile alla storia del territorio dove si vive perché è il mezzo per accrescere o addirittura far nascere il sentimento di appartenenza ad esso. E solo se un territorio lo sentiamo nostro possiamo averne cura, migliorarlo, batterci per il suo migliore utilizzo e preservarlo per le future generazioni.  Viceversa si assisterebbe al suo mero sfruttamento, allo stesso opportunistico e variegato utilizzo degli ospiti di un villaggio turistico che godono di ciò che più aggrada loro senza per questo sentirsi in nessun modo legati, appartenenti a quel complesso.

Nel libro vengono presentati i personaggi con una inedita e avvincente umanità. Perché i programmi scolastici non si decidono a proporre per gli studenti uno stile allo stesso modo coinvolgente?

I programmi scolastici necessariamente devono coprire ampi intervalli storici e quindi non è possibile dettagliare i caratteri dei personaggi, nemmeno dei più importanti. E ciò, invero, anche a vantaggio della necessaria sintesi per rendere più accessibile il quadro storico d’insieme previsto dal programma. Ovviamente, tutto ciò non esclude che, a latere di tale approccio di studio, non possano coesistere letture di approfondimento, relative ai personaggi storici più significativi, che potrebbero aiutare a meglio comprendere certe dinamiche storiche e quindi anche a meglio assimilarle.

Quali sono le difficoltà che oggi incontra un autore in erba in merito alla pubblicazione di un proprio libro?

Le difficoltà sussistono in tutti campi ove è forte il gap fra domanda ed offerta di prestazioni. Pertanto, per limitarci al campo delle arti, difficoltà identiche incontrano scrittori, cantanti, attori, pittori per ” vendere” le loro capacità. Quindi, al di là, di poche fortuite e sane occasioni offerte da corretti interlocutori, importanti o piccolissimi (come nel mio caso), il più delle volte l’esordiente è vittima dell’applicazione spregiudicata del maggiore potere contrattuale della controparte o addirittura di un vero e proprio sfruttamento se s’imbatte nell’ampio sottobosco sciacallesco e millantatorio che prolifica a margine della scarso settore sano.

Se dovesse scegliere di raccontare la storia di un’altra, celebre dinastia reale, su quale punterebbe?

Se avessi la necessaria, approfondita conoscenza, credo che la dinastia reale inglese, da iniziò 900 ad oggi, possa offrire una gamma di personaggi e vicende molto interessanti per chi ama scrivere.

 

>>> Nella foto cover, un dipinto di Anton Raphael Mengs, “Maria Carolina di Asburgo Lorena”, 1768, Museo Nazionale del Prado, Madrid