Il post Cyrano de Bergerac (applauditissimo e ancora in replica nei teatri) del regista e attore marcianisano Raffaele Patti e del suo Teatro dell’Ovo si chiama Moro di Venezia. Un’inedita trasposizione dell’Otello di William Shakespeare, in scena Sabato 7 Aprile al Teatro Izzo di Caserta (ore 20:45), articolata in tre segmenti: prologo, atto ed epilogo.

Locandina Moro

Una storia di violenti contrasti, in primis quello fra il protagonista Otello e il villain, il suo esatto opposto Iago, che vuol mostrare il drammatico dualismo dell’essere umano, spesso in bilico tra bene e male. Un’opera che riesce ad essere anche femminista, con la donna in grado di prendere il sopravvento morale sulle tormentate figure maschili, grazie ad una Desdemona di grande forza. E un’opera che tocca la non facile tematica del razzismo e delle sofferenze cui si arriva di fronte a prospettive d’annientamento umano. Non a caso, in una battuta del testo è citata la città di Aleppo, tra i peggiori teatri di guerra, a sottolineare la sconcertante attualità di un testo scritto sul finire del 1500.

Patti dirige, recita, cura l’adattamento del testo e si è anche dedicato alle scenografie (con l’apporto della sorella Francesca), schierando in questo “campo di guerra” un cast di 7 elementi. In ordine alfabetico: Fausto Bellone (Otello), Fulvia Castellano (Emila), Antonio De Filippo (Roderigo), Paolo Nicolella (Brabanzio), Raffaele Patti (Iago), Teresa Perretta (Desdemona) e Riccardo Sergio (Cassio).

Tecnico Audio: Lorenzo De Gennaro; Tecnico Luci: Giovanni D’anciccio; Progetto Grafico: Luca Laurenza; Fotografia: Gaetano Montebuglio