Un sottile filo rosso collega la Collettiva ‘Uno Nessuno Centomila’, la personale di Vittorio Savinelli ‘Io…Siamo’ e lo stesso palcoscenico de L’Estate di San Martino. E’ la moltitudine, la folla infinita, la sua indefinibilità, le centinaia di facce, rispetto al singolo e alla sua unicità, che è altrettanto contradditoria e imprevedibile. L’Estate di San Martino, il Festival d’Arte, sapori e tradizioni targato Majeutica, ospita da ormai 14 anni una folla vastissima di visitatori, ma ne alleva al tempo stesso l’individualità, attraverso un’ inattesa e continua stimolazione dei sensi e dell’immaginazione. È per questo che la kermesse marcianisana, attesa per il 12 e 13 novembre, non poteva essere scrigno migliore per i talenti di questi giovani artisti concittadini.

Antonietta Cerreto, in arte Antonella Nietta, classe ‘92, Mesy Cerreto, del ‘93, Nicola D’Ambrosio appena ventenne, e Antonella Farina del ‘90, sono i giovanissimi autori che la sede storica di Majeutica, in via Falcone 8, ospiterà per la tanto attesa duegiorni di San Martino.  UNO NESSUNO CENTOMILA è mostra-savinellil’ambizioso quanto sfuggente titolo voluto da questa nuova leva pittorica marcianisana, figlia dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, a fornire la chiave di ricerca di un percorso che parte dal ritratto, dalla sua forma più classica fino a pulsioni iperrealiste, e si fa strada poi attraverso un gesto pittorico più istintivo, veloce, arso dalla febbre, imploso quindi in ispirazioni più intimiste. “Il ritratto è un punto di partenza- spiegano i giovani artisti- perché il volto e le sue espressioni sono il giusto trait d’union tra l’Io fisico e quello spirituale, immateriale”. Tre stanze della mente, tre idee di Umanità, quella individuale,  quella collettiva e il caos/nulla, lo slancio nietzchiano, lo sgomento pirandelliano, l’imprevedibile freudiano.

‘1000 personaggi, 1000 situazioni, 1 miliardo di miliardi di combinazioni’ è del resto la chiave per aderire al multiforme immaginario di Vittorio Savinelli.  La personale del giovane e dotato artista casertano, ‘Io…Siamo’, sarà allestita nella duegiorni majeutica lungo via Santoro, la strada principale del centro storico, inclusa nel percorso di questa 14ma edizione. Uno stile imprevedibile e ritmato quello di Savinelli, che scorge nei profili di linee e lettere l’origine di figure e forme che nascono per gemmazione in un inestricabile e inarrestabile dedalo di immagini. “Nei miei lavori il momento creativo mette in risonanza le corde dell’anima partorendo infinite combinazioni di tutti i mondi che la mia fantasia ha creato negli anni – spiega Vittorio Savinelli –  Inevitabilmente quello che resta sulla tela o sul foglio è puro e autentico Caos: collegamenti talora irrazionali e talaltra rigorosamente obiettivi. In parole povere se volessi trovare un senso a tutto ciò ch creo, qualsiasi spiegazione sarebbe quella giusta e contemporaneamente quella sbagliata”.