Ciro Raucci (Sopra, al centro; La foto è di Gaetano Montebuglio), poco più che trentenne, marcianisano doc, è il vice presidente dell’associazione culturale Radici, che fa della difesa, della valorizzazione e del recupero delle tradizioni cittadine il proprio stendardo. Uno degli eventi, irrinunciabili e di straripante allegria tra suoni, canti e balli, che Radici organizza, è Marcianise ‘ncopp ‘o tammurro ‘a festa ‘e Carnavale. Che si terrà nel cortile dell’antico palazzo Monte dei Pegni (via Duomo, 9) Sabato 25 febbraio, a partire dalle 17. Messo in piedi con le associazioni Sant’Antuono e le Battuglie di PastellessaPopolo VinCantoContrasto TV e il gruppo Facebook Sei di Marcianise se…, è giunto ormai all’ottava edizione.

L’evento, col patrocinio morale del Comune di Marcianise e dell’ICHNET – Comitato per la Promozione del Patrimonio Immateriale, parla di quelle che sono le radici più sanguigne del nostro carnevale, con l’immancabile “chiagniuta ‘a Carnavale” ad esempio, ma anche con la musica dei Tauros Folk Band, la banda dei Pulcinella di Tuoro, e addirittura con due mostre artistiche, di Raffaele Mezzacapo e Giuseppe Torre, per chiudere il cerchio dell’arte che incontra la tradizione. Abbiamo intervistato Ciro Raucci per meglio conoscere l’affascinante attività dell’associazione.

locandina-tamurroDa vice presidente dell’associazione culturale Radici, ce ne racconti nascita e sviluppo?

Ci sarebbe così tanto da raccontare, ma sarò sintetico. Radici nasce quasi dieci anni fa, raccogliendo l’esperienza associativa dei vari membri, ma soprattutto quella voglia di salvaguardare, tutelare e tramandare, quelle che sono le tradizioni delle nostre terre, facendo da ponte tra la vecchia e nuova generazione. Oggi il nostro impegno è rivolto al ballo e canto sul tamburo tipico dell’area marcianisana.

 

In un’epoca che insegue senza sosta la modernità, come riesce Radici a conservare intatta la sua bellezza?

Per noi le tradizioni sono vive, si evolvono ma non muoiono, non vengono contaminate a tavolino artificialmente per farne spettacolo, insomma le tradizioni cambiano per selezione naturale ma ci sono. Faccio un esempio: un tempo si andava ai santuari con carri trainati da cavalli o buoi, oggi invece si va in auto o in pullman, ma si va lo stesso, cambia la forma perché il contesto sociale si è modernizzato, ma la sostanza è quella. Se qualcuno mi chiede oggi si va sulla Luna, c’è una fermata lunare paghi il biglietto e parti, ok va bene, vado a fare il ballo sul tamburo sulla Luna! Ecco, a nostro avviso questo è lo spirito giusto per salvaguardare e tramandare la tradizione, fattore importante sia per un rilancio sociale ma anche economico e turistico per la nostra comunità.

Marcianise ‘ncopp ‘o tammurro giunge ormai all’ottava edizione, grazie anche all’entusiasmo dei cittadini. Vi aspettavate un simile successo?

Naturalmente ci speravamo tanto! Noi come associazione siamo stati sempre molto fiduciosi e crediamo che se si lavora bene e con dedizione, i risultati arrivano e Marcianise ‘ncopp ‘o tammurro ne è il felice esempio.

Chi ti conosce, sa della tua enorme passione per la musica popolare. Da dove arriva un legame così forte?

logo-radiciQuesta passione e legame arriva da lontano, posso dire che fa parte del mio DNA, mia nonna era una “cantautrice” conosciuta in tutto il rione San Giuliano, le sorelle anche, ed erano delle abili danzatrici di ballo sul tamburo, inoltre la mia famiglia oggi è ricordata come i “zampognari di Marcianise” attività che ancora oggi svolgono i cugini di mio padre. 

Quali sono gli altri eventi o iniziative che segue Radici? Prossimi appuntamenti?

Altra iniziativa che segue Radici è Forasona…suoni di terra, suoni di lavoro: consiste nell’eseguire antichi canti di lavoro delle nostre terre, arrangiati con strumenti musicali particolari, veri e propri attrezzi di lavoro che percossi a dovere, ricreano l’atmosfera naturale di quando si lavorava in campagna o nei nostri grandi cortili di un tempo.

Il prossimo appuntamento è la Notte di San Giovanni a ridosso del 24 giugno, sarà anche occasione per ricordare la scomparsa prematura del nostro Presidente Fondatore Giovanni Monte, il quale ci ha insegnato tante, tantissime cose.

Colgo l’occasione per ringraziare gli altri membri di Radici, in particolar modo Caterina Monte, Roberto Conchiglia, Luca De Simone, Maddalena Raucci e Alessandro Del Bene, e anche tutti gli aiutanti e simpatizzanti: ne sono tanti e a noi fa sempre un immenso piacere.