Scrivere di un ottimo artista della tua città, quella Marcianise degna di lode in ambito arte e cultura, che è anche tuo amico, rischia di non renderti obiettivo. Risulta in ogni caso più che evidente a tutti, il valore di Domenico Birnardo, musicista, trombettista per l’esattezza, e docente di musica 32enne (alla scuola media Aldo Moro di Marcianise e al Liceo musicale Terra di Lavoro di Caserta), che, sotto l’egida dell’associazione Majeutica, tra le più imponenti a Marcianise, organizza per il decimo anno consecutivo la manifestazione musicale Allegro Marcianise in Jazz. In programma al Palazzo della Cultura (ex Monte dei Pegni) di Marcianise, venerdi 17 alle 21, si fregia per la seconda volta di un ospite d’eccezione: Nello Salza. Il cui trombino ha trionfato agli Oscar 2016 per la colonna sonora, scritta da Ennio Morricone, per il film di Quentin Tarantino The Hateful Eight, seconda statuetta dopo quella vinta nel 1999 con la colonna sonora per La vita è bella, a firma di Nicola Piovani. A Domenico Birnardo, che ha portato qualche anno fa la sua arte anche su Rai Uno a La vita in diretta, e con cui ha vinto per due volte il concorso Luigi Denza di Castellammare di Stabia (Napoli), uno che ha collaborato anche con importanti direttori d’orchestra, da Nicola Hansalick Samale a Leonardo Quadrini, chiedo di saperne di più in merito ai consensi sempre più forti per Allegro.

Il successo di Allegro Marcianise in jazz è davvero notevole: come è nato e come si è evoluto questo evento?

Siamo ormai alla decima edizione: sono incredibilmente volati via 10 anni della mia vita, un tempo in cui però ho potuto crescere come artista musicale ed ho visto crescere anno dopo anno, assieme al Majeutica, questa rassegna, che si è fatta sempre più bella! Dieci anni fa tutto iniziò nella Chiesa di San Carlo, in piazza centrale, come rassegna da camera, con concerti in duo e in trio, dove pure mi esibii con una pianista, non era ancora un evento così grande. Ma il voler puntare in alto ha fatto si che questa divenisse una rassegna importante con artisti nazionali e anche internazionali. Dalla terza edizione abbiamo invitato talenti in erba, futuro del jazz, come Alessandro Tedesco, un 2trombonista e Vincenzo Saetta, un sassofonista. A un certo punto, si è reso necessario cambiare location per adattarsi appunto alla crescita dell’evento. Ci siamo spostati nel cortile comunale con Aldo Bassi, jazzista di fama internazionale, con il suo trio, che mi ha fatto davvero esplorare in modo nuovo il mondo del jazz. Poi c’è stato, al Teatro Ariston, assieme ai Latin Mood, Fabrizio Bosso, strepitosa tromba jazz italiana, un vero mostro sacro. Nel 2013 ci siamo poi trasferiti nel Palazzo della Cultura, l’ex Monte dei pegni, anche col desiderio di rilanciarlo, e per ribadire l’importanza del fare cultura in quel luogo. È stato il primo anno di Nello Salza col suo viaggio tra le colonne sonore della musica italiana. Nel 2014 è toccato a Flavio Bolto e nel 2015, ecco Andrea Tofanelli, un trombettista con acuti fenomenali, molto amato in America.

Qual è, secondo te, lo stato di salute del jazz nella provincia casertana?

In Campania in generale il jazz è molto vivo, ma la provincia casertana è forse quella meno attiva, a differenza di quella salernitana e napoletana, che pullulano di eventi. Basti pensare al Pozzuoli Jazz Festival così come a molti altri. Vero che a Caserta, come del resto anche nel beneventano, si è ancora poco attivi, ma almeno a Marcianise, con Allegro proviamo a dare il nostro deciso contributo.

La special guest dell’evento, Nello Salza, collabora con te per la seconda volta: com’è nato questo rapporto artistico?

Si, dopo averci onorato nel 2013, torna ora per festeggiare anche con noi il Premio Oscar con Morricone, per The Hateful Eight. E’ un onore poterlo ancora avere sul palco di Allegro perché è un artista completo, musicalmente Nello Salzaassai versatile. Un suono limpido, pulito, lineare, uno che non a caso è definito la tromba del cinema italiano. Si tratta di un collega, essendo lui docente di tromba a Salerno, e dopo che mi fu presentato, è nato un bel rapporto che prima o poi sapevamo sarebbe confluito in una collaborazione del genere. Inoltre è una persona disponibilissima, il che è davvero una cosa che fa la differenza, è una sorta di padre musicale per me, subito dopo il mio insegnante. Avere un artista del genere a Marcianise non è cosa di tutti i giorni. 

E in merito alla New Dolly Dixieland Jazz Band, altra protagonista della manifestazione? Ci fai una presentazione in poche battute?

Sono diventato poco tempo fa membro di questa bellissima band perché la loro musica era un mondo nuovo da esplorare per me. A settembre la band, già con una invidiabile attività alle spalle, è ripartita con una nuova formazione. Si è creata una nuova alchimia con cui si sta tornando alla ribalta dal punto di vista provinciale e regionale. La band dà una propria interpretazione e vivacità del primo jazz degli anni ‘30 e ‘40, quello stile Louis Armstrong, per intenderci. A comporre il gruppo, che varia dai 6 agli 8 elementi, è un gruppo di artisti straordinari del casertano. Il Dixieland altro non è che un ramo del jazz americano (e di questa band, ShowbizZ vi parlerà meglio a tra non molto, NDR)

 Quali sono le speranze per le prossime edizioni di “Allegro a Marcianise”?

Mantenere sempre il livello alto. Le difficoltà non mancano perché, da associazione, dobbiamo autofinanziarci, senza alcun tipo di contributo, se non da qualche sponsor. Riuscire a mantenere un livello così alto non è affatto facile e investire nella musica, non è cosa per niente scontata. Spero di fare sempre meglio, di dare il massimo, com’è non solo nella mia indole ma anche in quella di Majeutica, una delle associazioni notoriamente più attive sul territorio marcianisano. Questa città ha tante potenzialità e per migliorare bisogna dare quanto più spazio alla cultura!

 

Foto: Gabriele Russo / Grafica: Maria Rosa Cecere