Fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa,
vedrai che il mondo poi ti sorriderà.

(Pino Daniele)

AlfonsoAlfonso Golino, marcianisano, aveva appena 26 anni quando, otto anni fa, decise di lanciarsi in una travolgente, ma bellissima impresa tutta sua. Una di quelle pizzerie che, quando le scopri, sai che non le mollerai più: Il Mascalzone Latino, a Capodrise (in via Spallanzani). Aiutato dalla sua signora, l’infaticabile moglie Nicoletta, che lo ha da poco reso anche papà, dalla sua famiglia (“mio padre è stato fondamentale!”) e uno staff sempre sorridente, Il Mascalzone Latino lega imprescindibilmente la sua identità all’entusiasmo di Alfonso. Quella voglia di fare sempre meglio per vedere poi il cliente sorridere soddisfatto. Lo vedi girare fra i tavoli, chiacchierare con chi quella sera ha scelto la sua cucina. Ed è sincero quando ti chiede “piaciuto?”. Perché è sinceramente innamorato di quella nobile arte che si chiama pizza. Lo strappo al suo lavoro a tarda serata per intervistarlo: è stanco, ma  quando parla della sua attività, gli occhi gli si illuminano e ogni traccia di stanchezza sparisce. 

Logo MascalzChi era Alfonso Golino prima di diventare Mr. Mascalzone Latino?

Era uno studente dell’istituto alberghiero di Piedimonte Matese con tanta voglia di imparare l’arte della cucina, ma beh, con poca voglia di studiare. Così decisi di mettermi subito all’opera iniziando a lavoricchiare come aiutante cuoco nei localini di San Leucio, impegnandomi soprattutto nelle stagioni estive. Ho studiato e lavorato fino al diploma. Periodo in cui conobbi un bravissimo pizzaiolo, vecchio di mestiere, che mi ha trasmesso la passione per l’arte bianca. Da lì ho iniziato ad interessarmi a tutto quello che riguardava il mondo della pizza e adesso, semplicemente, non posso farne a meno.

Domanda, per quanto banale, eterna e senza una verità assoluta: il segreto definitivo per un’ottima pizza, qual è?

Mi verrebbe da rispondere dicendo: “la passione”. Eppure sarebbe molto riduttivo. Quello che non si vede, infatti, è tutto un procedimento che c’è dietro, uno studio di pianificazione e lievitazione che permette di giungere ad un’ottima pizza. Secondo me, cucina e pizza sono due mondi in cui non smetti di imparare mai. Il mio obiettivo è quello di provare a soddisfare il palato dei miei clienti. Sono poi loro a decidere se il mio “segreto” funziona o meno.

È stato difficile im18261301_1456017047774103_1280906538_oporre il nome di Mascalzone Latino in città, considerato il decennale dominio dell’area casertana?

Inizialmente è stato difficile, anche perché quando decisi, 8 anni fa, di mettermi in proprio, avevo 26 anni e partivo da un capitale pari a zero. I primi due anni ho lavorato intensamente, poi piano piano ho iniziato a togliermi delle piccole soddisfazioni, che si sono fatte col tempo sempre più grandi. L’area casertana continua ad essere dominante, è vero, e noi come rispondiamo? Continuando a fare del nostro meglio, per costruirci una nicchia di affezionati che, speriamo, possa crescere sempre più.

18552859_1470808662961608_1277216254_oSono in molti i giovani e giovanissimi che provano ad avvicinarsi all’arte della pizza. Ma quali sono le caratteristiche necessarie per emergere in questo mondo?

Non bisogna focalizzare l’attenzione esclusivamente sulla pizza, ma anche su tutto ciò che vi ruota intorno: il servizio, l’etica professionale, le pubbliche relazioni. Come in tutti i lavori artigianali, in questo ambiente bisogna essere pazienti, prendersi tutto il tempo necessario. Ed essere curiosi, non saziarsi mai, scoprire, cercare di saperne da chi ne sa più di te. Bisogna naturalmente diventare divoratori di pizza e poi conoscere anche gli aspetti teorici. Metterci costanza, senza prefiggersi un obiettivo da voler raggiungere a breve termine, bruciando le tappe. E si, bisogna anche saper fare delle rinunce, per quella che è la tua vita privata. La maturità professionale deve andare di pari passo con quella personale, senza perdere mai di vista un valore importantissimo per l18516729_1470803179628823_1204759198_oa propria crescita: l’umiltà.

Dimentichiamoci per un momento di pizza e fritture: qual è la tua più grande passione culinaria?

Seppur pizzaiolo di mestiere, ho una grande passione per la buona cucina, quella che si può definire “gourmet”. Amo, nel tempo libero, organizzare cene per parenti e amici che “testano” le mie creazioni. La vera cucina gourmet, per carità, la lascio ai grandi chef, io mi limito ad un tipo di cucina che mi diverto a definire gourmet ma che è in realtà “casereccia” (nella foto, uno dei suoi “piatti forti”: Sassolini di patate con scampi, telline e buccia di limone; ndr). Mi fanno impazzire i piatti della tradizione, mi ricordano quelli che faceva mia nonna la domenica a pranzo.  Del resto, chi non ama il ragù, il peperone imbottito o le pettole coi fagioli? E quel giusto tocco di cucina casereccia, a ben cercare, è presente anche nelle pizze di Mascalzone Latino!

18378917_1456017071107434_1382927767_o 18379064_1456016961107445_1047304950_o