Ultimi giorni di fervidi preparativi. L’Estate di San Martino, il Festival più amato del calendario marcianisano è ormai alle porte. La 14ma edizione della duegiorni di arte, cultura, sapori e tradizioni targata Majeutica saluta e invita la folta schiera di aficionados che dal 2001 ha fatto il successo sempre crescente della manifestazione. I 44 sodali dell’associazione culturale giovanile  di Marcianise, da oltre 15 anni in marcia per il recupero e la riappropriazione dell’identità civica marcianisana, a tutt’oggi restano sorpresi dalla sensazionale risposta che il pubblico, ormai da ben oltre i confini della città, tribùta all’evento. ‘Eravamo poco più che ragazzi- ricordano- quando nella sola via Falcone, srotolammo il primo tappeto rosso. Da quell’anno e per tutti gli anni a seguire, il solo gesto di tingere di rosso il piccolo dedalo di vicoli compresi tra via Torri e via Santoro, è ormai un’epifania per i Marcianisani. E’ come illuminarne il cuore, rinvigorire un’identità, ma anche aprire le porte di casa, sentirsi ospiti, orgogliosi di far strada agli avventori anche più lontani nel proprio salotto di tufo e basalto.

Gli Antichi Vichi alle Torri (per gli storici) ovvero le venelle (per il Popolo) sono il palcoscenico naturale per la magia che da sempre abbiamo voluto ricreare per il nostro Festival’. Il 12 e 13 Novembre prossimi il sipario si aprirà sull’intero quartiere  del centro storico, con la formula che è ormai consolidata e premiata. ‘Parliamo di Festival perché la parte sagristica è solo una delle componenti dell’evento.

vinoLe venelle sono un invito ai cinque sensi nel senso più esteso. I profumi e i sapori degli antichi piatti della tradizione allettano i nostri visitatori, mentre lungo il percorso dei vicoli si avvicendano le arti di strada. Trampolieri, fachiri, giocolieri, parate in costume sono i protagonisti di un sogno in cui il visitatore è completamente assorto e coinvolto. E poi il vino, che è sapore, ma anche tradizione, e lavoro, e perizia. I Sommelier AIS fanno da guida virgiliana in un percorso di educazione del gusto. La musica, quella delle paranze della tammorra, della pizzica, dei canti di lavoro, resta l’attrattiva più vivace della festa. Le formazioni si rincorrono per strada, si danno il La, fanno il coro, sfilano in parata, coinvolgono gli spettatori in balli vorticosi e ritmati. Ormai i nostri affezionati ci raggiungono armati di castagnette e tammorre, perché la nostra festa ti fa fruitore ma anche attore’.

Si aggiungono mostre d’arte e fotografia, banchetti di promozione culturale e di volontariato. ‘L’Estate di San Martino’ ha nel proprio titolo il senso del nostro progetto- spiegano finalmente i ragazzi di Majeutica- Estate è simbolo di vitalità, di gioia di vivere, ma anche di pienezza e vigore, che è quello che cerchiamo nella riappropriazione e nella valorizzazione del nostro territorio, della nostra identità cittadina, della nostra Storia. San Martino, in quanto storicamente primo protettore della città, è seme di un passato antichissimo, di una partecipazione e di un’unità popolare,  che ricerchiamo nello spirito stesso della manifestazione’. Tutto è pronto (o quasi) per l’atteso evento del 12 e13 Novembre. Non resta che curare gli ultimi dettagli. ‘A Giove Pluvio piacendo- concludono ironicamente i ragazzi di Majeutica- ci ritroveremo lì, ancora una volta, come per gli ultimi 14 anni’.