Quando sabato sera in Piazza Umberto I, a introduzione d’evento, ho pronunciato la frase d’apertura: “Signore e signori, buonasera e benvenuti alla prima edizione della Cena in Bianco a Marcianise!” mi sono emozionato. Erano visibilmente emozionati anche gli amici del comitato che ha fortemente voluto questa Unconventional Dinner, lì accanto a me: Tommaso Iadicicco, Pier Paolo Maietta, Francesco Santoro e Antonia Marcello, così come lo erano Francesco Caputo e Pasquale Bizzarro, indispensabili supporter del comitato. E si, anche tutti i quasi 700 presenti avevano certamente di che essere emozionati. Perché mai, mai l’agorà cittadina, per citare il sindaco Velardi che la piazza l’ha così definita, si è presentata in questa veste. Non solamente (e incredibilmente) bianca, pulita, ordinata e festosa. Ma felice. E fiduciosa. Nel vedere una città che con questa candida eleganza sembra essersi presentata ad un gran galà mai organizzato prima: non una “semplice” cena a cielo aperto, ma una prestigiosa cerimonia d’apertura per una stagione caratterizzata da tanta, meravigliosa voglia di fare bene, di apparire belli, di mostrare quell’ottimismo costruttivo che può solo destinare a grandi cose. 

3-2

Se la cena è davvero andata come sembra sia andata, guardando le foto su Facebook, mi dispiace troppo non esserci stato”, mi scrive un amico di un’altra città, con un pizzico d’invidia per chi questa esperienza l’ha vissuta. Resa possibile dalla partecipazione attiva delle tante associazioni, che solo le belle persone che le compongono sanno rendere inarrestabili. E impreziosita dalla decisione di fare beneficenza alle zone terremotate. “Non sembra quasi di essere a Marcianise”, mi fa notare, quella sera stessa, una signora presente alla cena. Che sia finalmente giunto il momento di smetterla di pensare che nella migliore delle sue vesti, bianche o variopinte che siano, la nostra Marcianise “…non sembra quasi Marcianise”? Quel che è certo, al momento, è che l’emozione di quel sabato 17 settembre non la si dimenticherà facilmente. Quel suggestivo privilegio, per chi c’era, di aver tenuto a battesimo uno degli eventi più belli mai realizzati qui e quella importante consapevolezza di esserci stati. Mentre si scriveva una delle pagine di storia più affascinanti di questa confusa, inquieta ma sempre forte e bellissima città.