La musica è passione, ma quella caraibica lo è forse anche di più. Lo sa bene Aldo Errichiello (nella foto cover è quello col pizzetto), maestro di ballo e anima vulcanica di questo enorme gruppo che è la Compagnia del Sabor, di base a Casagiove. Come ogni anno, la scuola giunge all’appuntamento di chiusura, stavolta rappresentato da Cuba Libre, musical storico in tre atti scritto e diretto dallo stesso Errichiello, ma col supporto registico di Vincenzo Giaquinto. In scena Mercoledi 22 giugno alle 20:30 al Teatro Città di Pace, a Caserta. Il mio incontro è con Aldo, assolutamente entusiasta del mega spettacolo che sta per andare in scena, uno show che ci condurrà per mano nella storia di Cuba. 

Quando e perché nasce la Compagnia del Sabor?

La Compagnia del Sabor nasce, circa nove anni fa, con l’intento di riunire più realtà artistiche, gravitandole attorno  ad un unico centro che corrisponde all’arte delle danze caraibiche. Pertanto Musica, Danza, Teatro, Cinema e Arti figurative diventano di fatto gli elementi fondanti di tutto il nostro lavoro artistico. 

Cuba Libre è una sorta di musical a tematica storica. Qual è il messaggio che vuoi lanciare con questo racconto a passo di danza?

Cuba Libre è un’opera che nasce con un duplice fine. In primis la voglia di far conoscere una cultura, quella afro cubana, che rischia, oggi più di ieri, di confondersi in ben altri luoghi comuni che, anche se decisamente più commerciali, depistano totalmente il vero spirito e la vera anima di Cuba. In secondo luogo, ma non meno importante,  l’opera vuole evidenziare, nel suo lato storico, quel particolare momento di fervore social-rivoluzionario che ha caratterizzato il popolo cubano. Infine vi è un ulteriore comparazione da considerare: la rivoluzione cubana potrebbe insegnarci come un popolo, con le proprie radici e la riconosciuta identità possa decidere per se stesso il proprio destino a differenza di realtà sociali differenti che hanno come loro peculiarità  l’ignoranza e l’omertà . Ogni riferimento NON è puramente casuale.

compagnia

Regista dell’evento è Vincenzo Giaquinto: puoi presentarlo ai lettori di ShowbizZ?

Ho affidato la regia di questo spettacolo a Vincenzo in quanto persona affidabile e capace ma soprattutto un amante passionale di ciò che abbiamo portato in scena. Già dai primi colloqui notai subito un entusiasmo smisurato e un suo forte coinvolgimento nei confronti dell’opera. Una persona squisita e un grande professionista. Ha letto subito il lato più intimo e profondo del mio lavoro caratterizzandone i contenuti più delicati e valorizzando le parti introspettive di ogni singolo personaggio.

Da insegnante di ballo, quali sono i benefici che il ballare porta alla persona?

La danza, come ogni arte, ha due principi attivi essenziali: ricezione e comunicazione. L’arte in generale diviene terapeutica per l’individuo che la esercita in quanto Il corpo risponde agli stimoli di una sorgente esterna quale la Musica, donando al ballerino la percezione del proprio corpo sia nello spazio che lo circonda sia all’interno del proprio organismo. Naturalmente consequenziale avviene la magia della comunicazione che lo spettatore fruisce sotto forma di arte. Quando ciò avviene i benefici sono bilatelari ovvero per chi esercita l’arte della Danza e per chi ne carpisce il messaggio.   

Qual è il musical che ti piacerebbe un giorno mettere in scena e perché?

Forse non un musical. L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht  è di certo l’opera perfetta da citare. Credo che rappresenti la realtà attuale. Cinica, arrivista, con note e accenti decisamente noir. Sarebbe davvero fantastico rappresentarla ambientandola nella nostra epoca!