Ogni venerdì santo, a Marcianise, si celebra la Passione e morte di Gesù Cristo, mediante la rappresentazione di una processione tradizionalmente detta del “Calvario”. Il rito è antico quasi quanto la Confraternita dell’Agonia di Gesù, sorta il 1° nov. 1777, annessa alla Parrocchia di S.Simeone Profeta.

Per gli evidenti motivi a tutti noti a causa della pandemia del Coronavirus 19, tale processione non potrà essere svolta.

Ogni cristiano, ogni famiglia di cristiani, seguirà la VIA CRUCIS proposta sui comuni mezzi di comunicazione nei vari orari giornalieri, a seconda delle possibilità e…volontà di farlo.

 

CALVARIO PER…PASSIONE

Del Golgota Gesù salì quel monte,

col peso della croce addosso andava,

profonde, conficcate spine in fronte,

qual ruvido diadema egli portava.

A capo chino, madido di sangue,

portava anche il peccato, oltre la croce,

di bieca umanità che solo langue,

in lacrime fasulle e tanta voce.

Levata a dar condanna: crucifige!

Non ce ne importa a noi, neanche ai figli,

se crollera’ quel tempio e chi dirige,

rapaci di potere e lunghi artigli.

Quanti sospiri e lacrime versava,

la madre di quel giusto in agonia,

chiedeva di quel figlio mentre andava,

indietro, non distante per la via.

Lambiva con lo sguardo l’angioletto,

in braccio alla sua mamma nella fila,

vestito nazareno per diletto,

e tante luci accese dalla pila.

Un tenero via vai di bambini,

di croci in miniatura, assai colori,

di voci incontrollate, burattini,

dimentichi del dramma, dei dolori.

La fine di quel figlio non sapeva,

Maria, sotto braccio a maddalena,

che forte della fede in cui credeva,

le scaricava il peso della pena.

ahimè dolente il canto di quel coro,

le ricordava spesso la condanna,

le lance ed i flagelli, pure loro,

menavano la gloria senza osanna.

E non basto’ nemmeno il cireneo,

a dargli tregua con il suo sostegno;

finir dovea così, altro che reo,

lo spirito esalò sul duro legno.

A spalla portan giovani il fardello,

immobile, di gesso, che par vero,

il corpo di quel figlio è proprio quello,

lo vuole dire a tutti, al mondo intero.

È morto quel fattore si compianto,

in tutte quelle strade della gente,

commossa, che l’invoca a cuore affranto,

ogni anno tal calvario e’ si’ presente.

Franco RUSSO

…..ricordiamolo così nel cuore!