L’uomo bianco ha scoperto la Croce per mezzo della Bibbia, ma l’uomo di colore ha scoperto la Bibbia per mezzo della Croce.

(James Arthur Baldwin)

Se c’è una tradizione solida, travolgente e inattaccabile a Marcianise, è certamente quella del Calvario del Venerdi di passione. Nel corso degli anni impreziosita anche da rappresentazioni teatrali ad apertura o a chiusura della Via Crucis, vede pure stavolta, per il pomeriggio di venerdi 14 aprile, una messa in scena dei momenti immediatamente precedenti e successivi  alla celebre processione. La parrocchia interessata dall’evento è, come tutti i marcianisani sanno, quella di San Simeone Profeta e il parroco che crede fortemente “all’estensione artistica” di questo rito religioso è Don Antonio Piccirillo. Che ha chiesto al marcianisano Gregorio Corrado (nel riquadro sotto), uno che il teatro lo ama e lo pratica da sempre, da attore oltre che regista, di coordinare la rappresentazione (come già accaduto l’anno scorso). ShowbizZ ha posto al buon Gregorio le domande che seguono. 

Gregorio CorradoChi è Gregorio Corrado regista?

Gregorio è una persona semplice che fin da piccolo ha avuto una grandissima passione per il teatro. Con il tempo ha cercato di coltivarla nel migliore dei modi, approfondendo con studi e master e facendo anche esperienze lavorative con professionisti del settore.

Con che idea e atteggiamento ti sei avvicinato lo scorso anno al progetto, sicuramente non semplice, di mettere in scena questa rappresentazione religiosa?

Ho iniziato a lavorare alla messa in scena di questa rappresentazione facendo uno studio approfondito sulle varie teorie che riguardano il processo fatto a Gesù dai membri del sinedrio e la condanna di lesa maestà emanata da Pilato, puntando, quindi, ad essere quanto più fedele possibile ai fatti raccontati nelle sacre scritture, curando in particolar modo le musiche, elemento importantissimo per la rappresentazione e cercando di utilizzare anche quella che è la comunicazione simbolica in alcuni momenti. Quest’anno rappresenteremo a fine Calvario anche la crocifissione.

IMG-20170330-WA0007Perché, secondo te, è così sentita la messa in scena artistica della Passione di Cristo in una città come Marcianise?

Secondo me perché per tradizione è un momento di unione, dove tutti cittadini di Marcianise si ritrovano uniti senza diversità, tutti insieme in un momento di aggregazione spirituale, ognuno dando il contributo che può. La rappresentazione sacra del Calvario è un richiamo per tutta la cittadinanza (anche per i marcianisani che vivono in altre città). Tantissime persone si adoperano sottraendo tempo alle proprie famiglie per dare una mano, un contributo concreto: basta pensare a quante persone partecipano a diverso titolo alla processione: dai figuranti al coro, al servizio d’ordine , agli accollatori , e a tanti altri ancora. Il tutto pianificato e gestito dal comitato del Calvario (non elenco i nomi per motivi di spazio. Sono nomi che si possono comunque leggere sulla pagina Facebook di Don Antonio Piccirillo ) e grazie al prezioso impegno della Confraternita dell’Agonia di Gesù Cristo e di Don Antonio parroco della chiesa di San Simeone Profeta.

È certamente fantascienza, visto che si parla di una tradizione ferrea, ma assecondami: se ti venisse data l’opportunità di stravolgere l’intera tradizione del Calvario, come reimposteresti l’evento?

Stravolgere quesIMG-20170330-WA0008ta tradizione non è tanto semplice e forse non mi piacerebbe neanche. In una società dove tutto si muove e si consuma con tanta velocità, fermare un po’ il tempo con questa rappresentazione e soffermarsi sulla storia dell’umanità, sui limiti e gli errori degli uomini, sulla forza delle tradizioni, mi sembra assolutamente importante e anche educativo per le nuove generazioni. Le tradizioni sono forti e suggestive anche perché con il passar del tempo non perdono la loro identità, per cui ringrazio ancora il Comitato, la Confraternita e Don Antonio per la fiducia che ripongono in me nel portare in scena questa rappresentazione sacra e tutti i bravissimi attori che recitano.

Progetti o speranze artistiche per l’immediato futuro?

Mi piacerebbe mettere in scena uno spettacolo su Marcianise e i suoi abitanti, perché penso che con tutte le difficoltà che ci sono, i marcianisani restano delle persone speciali, per l’impegno e l’entusiasmo che dimostrano nel quotidiano, nel proiettarsi verso un futuro migliore. Infine, permettimi di ringraziare ShowbizZ per l’attenzione e…invito tutti a partecipare alla sacra rappresentazione del Calvario!

>>> La foto cover è un’opera d’arte grafica del prof. Michelangelo Giovenale