Argomento spinoso quello dell’anima. Della bellezza dell’anima di ciascuno di noi. Non è sempre facile in uno scritto, trovare le parole in grado di rendere giustizia ad un affare così nobile e importante. Grazia Sposito, però, ci riesce e con quelle parole ci ha fatto un libro, una raccolta di poesie a nome L’urlo dell’anima (Guida Editori), presentato il mese scorso nella sua Marcianise. Poetessa 29enne, Grazia è anche l’anima, appunto, di un contest di poesie da anni organizzato a Marcianise dall’associazione Uniti per, Urlo e non mi senti. Grazia è una che maneggia sentimenti con una dolcezza che traspare, inevitabilmente, in ogni pagina del suo bellissimo libro. 

Grazia Sposito e la poesia. Un amore infinito che prende il via in che momento?

L’amore per la scrittura, ovvero per la poesia è un sentimento che nutro fin da bambina.  La poesia in generale è nata prima della scrittura stessa, affondando le sue radici nelle tradizioni orali. E così, come la poesia, anche l’amore, un sentimento connaturato con la struttura stessa dell’uomo e che lo ha accompagnato di fatto lungo tutta la sua storia. Amore e poesia costituiscono uno dei più duraturi ed indissolubili binomi che hanno accompagnato la storia dell’uomo, l’evoluzione della sua cultura, del suo sentire e del suo essere fino ad oggi.

Quando è giunta la decisione di pubblicare un libro?  

graziaPubblicare un libro è stato un mio sogno fin da bambina, mi è sempre piaciuto raccontare le mie esperienze di vita, le emozioni racchiuse nella mia anima. Ho cominciato a scrivere sui classici diari segreti, che credo ognuno di noi custodisca nel proprio cassetto dal periodo adolescenziale. Il mio, in maniera differente dai miei coetanei, raccontava del forte legame che nutrivo per la mia fisioterapista, unica amica di quegli anni. Ricordo quando al termine della terza media, con la mia testardaggine mi convinsi che quelle pagine di diario ormai quasi ingiallite potessero diventare un libro. Una testimonianza di vita, per far capire che anche in determinati corridoi puoi incontrare persone meravigliose che mettono passione nel loro lavoro. Ricopiai quelle pagine ingiallite, descrivendo in maniera più dettagliata quelle mie emozioni in un documento word in meno di due mesi. Sembrava tutto pronto, tutto fantastico quando misi l’ultimo punto a pagina 55. Incominciai a scrivere alle prime case editrici che avevo trovato sulle Pagine Gialle, una mattina a casa di mia nonna. Attendevo con ansia una risposta, un riscontro anche se non completamente positivo. Non arrivò mai un responso e a fine estate di quell’anno scoprii che quelle lettere che avevo incaricato ai miei di spedire non erano state mai imbucate. Oggi urlo soprattutto a loro un grazie più forte, perché anche se quel gesto mi ha ferita per i primi mesi, con lo scorrere del tempo ho capito che potevo e volevo dare di più. A distanza d’anni quel sogno nel cassetto è diventato realtà.

Domandona: qual è la tua poesia del cuore e perché?

Sono affezionata a più poesie della raccolta, ma in modo particolare sono legata alla poesia Promettimi che ci sarai. È un urlo di gioia, di libertà e gratitudine per un sentimento assai profondo: l’amicizia. Quando penso a questo nobile sentimento mi viene sempre a mente la frase del libro Il piccolo principe: “L’essenziale è cover-libroinvisibile agli occhi”. Penso che se ci concentrassimo a guardare solo con gli occhi di un bambino amplieremmo i nostri orizzonti e scopriremo un amore concreto e profondo verso noi stessi e le altre anime. Promettimi che ci sarai è una promessa d’amore senza fine, sono convita che anche se i tempi cambiano, i percorsi di vita si rafforzano e l’amicizia, quella vera ed indissolubile, rimarrà per sempre. “Non importa quanti passi avanti io abbia fatto, ne basterà sempre e solo uno indietro per raggiungerti.” Questa è la vera promessa e il regalo più grande che la vita abbia potuto concedermi.

La “questione culturale” marcianisana è sempre più rosea. In che modo può, a tuo avviso, cresce ancora di più?

Ognuno di noi, in un momento particolare della propria vita, sente l’esigenza di mettersi in gioco. Il più delle volte ci affidiamo all’arte alle sue varie forme.  Ma senza l’amore non esisterebbe e non conosceremo la vera arte. La letteratura, i più grandi romanzi ce ne parlano, di quanto il più delle volte sia aggrovigliato ma mai impossibile. Tutti al giorno d’oggi ci improvvisiamo un po’ poeti e scrittori, forse in fondo un po’ lo siamo, ma non sappiamo d’esserlo completamente fin quando non abbiamo il coraggio di mettere i nostri pensieri su di un foglio. Tirando fuori tutto quello che ci imprigiona, tutto quello che ci fa paura, i giorni più belli d’estate. Nulla deve essere tralasciato, solo così, conosceremo lo specchio della nostra anima. Un mondo profondo, misterioso, che non va vissuto tutto di un fiato ma con il passar degli eventi che portano cicatrici e sorrisi nella nostra vita. “Ogni essere umano è in grado di realizzare cosse eccezionali”.

Il successo dell’evento di poesia Urlo e non mi senti si commenta da solo. Qualche anticipazione per la prossima edizione?

Urlo e non mi senti, giunto quest’anno alla quarta edizione, è un evento promosso dall’associazione Uniti per. Le energie e le risorse ci sono anche e soprattutto quest’anno. Quello che mi auguro e ci auguriamo è di riuscire ad emozionare ancora una volta il pubblico che verrà a riempire la sala. Come ripeto ogni anno, desidero che quest’evento sia prima di tutto un’occasione per esprimere e far conoscere attraverso la poesia lo stato d’animo di ogni persona, liberando la propria anima dalle proprie catene. Per il momento non preferisco svelare niente, c’è solo un’unica avvertenza come quella di ogni anno: credo che ognuno di noi abbia un quadro da dipingere nella propria vita, io mi auguro di dipingere anche solo un piccolo angolo del vostro, con emozioni e sorrisi. Quindi prima d’entrare in sala vi consiglio di fare una buona scorta di tovaglioli e di lasciarvi trasportare!