La Chiesa della SS. Annunziata di Marcianise (Caserta), anche nota con il nome AGP, che sta per “Ave Gratia Plena” (cioè “piena di grazia”), è uno dei simboli indiscussi della città. Un capolavoro che, forse, non è sufficientemente conosciuto.

La nascita >  Le origini del luogo di culto risalgono al 10° secolo: quando fu edificata, dalla volontà della comunità di fedeli, una piccola chiesa dedicata a Nostra Signora delle Grazie, che in seguito si sarebbe allargata grazie al contributo dei cittadini stessi, in quella che poi divenne la “strada della S.S. Annunziata”. Nella prima metà del 1300, fu costruito l’Ospedale accanto alla Chiesa, che, come le Annunziate del tempo, dava anche assistenza ai tantissimi bisognosi.

L’ampliamento > Importanti lavori di ampliamento e ristrutturazione si hanno nel corso del 15° secolo, mentre anche più decisivi saranno quelli della seconda metà del 1700, sotto la supervisione dell’ingegnere Francesco Gasperi, cui farà seguito Felice Bottigliero. Dopo di lui, ancora, Gaetano Barba, forse allievo di Luigi Vanvitelli, in quegli anni impegnato col figlio Carlo in alcuni cantieri napoletani, prima di dedicarsi alla fontana marmorea in Piazza Mercato, a quattro passi dall’Annunziata.

La struttura > La Chiesa si può dire completa sul finire del 1700: gli ambienti sono enormi e caratterizzati da una grandiosa quiete. Che apparirebbe alquanto pesante, se non fosse per la inarrestabile e vivace decorazione barocca. Pianta a croce latina con tre navate, volta delle navate ai lati spartita in sei settori, con cupole ribassate e comunicanti grazie ad archi schiacciati. Le finestre molto in alto garantiscono un ingresso soffuso della luce, e le mura spesse non danneggiano l’agile spazialità che permea la struttura.

Le decorazioni >  Nel braccio destro del transetto, ecco le sculture, di fattura settecentesca, delle Virtù, cioè la Speranza (donna con l’anfora) e la Castità (donna con l’agnello). Nel braccio sinistro ci sono la Carità (donna con due bambini) e la Fede (donna col calice). La statua dell’Annunziata, e con lei l’Arcangelo Gabriele, è nel cappellone a destra. Tele e affreschi presenti sono capolavori che nulla hanno da invidiare a quelli che tra 600 e 700 furono protagonisti della felicissima stagione del barocco napoletano.

Gli artisti > La Chiesa, si sa, era una committente ambita e si faceva a gara per offrire il proprio, squisito operato. Tra i pittori attivi, il fiammingo Teodoro d’Errico, a Napoli dal 1574, che per l’Annunziata fa una Decollazione del Battista (oggi soggetta a restauro), Francesco Solimena, uno che lavorò per le più prestigiose corti europee, autore dell’Assunzione della Vergine al centro del cassettonato in legno dorato, Paolo de Majo, nato e cresciuto proprio a Marcianise, Domenico Mondo, dalla vicina Capodrise, e Massimo Stanzione, noto anche come il Guido Reni napoletano, autore della splendida Annunciazione in bella mostra sull’altare.

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