CSI: SCENA DEL CRIMINE – I Nottambuli, Edward Hopper

Chi, meglio di Warrick Brown, Nick Stokes e gli altri agenti di CSI poteva finire in un dipinto del suburbano Hopper? L’opera del 1942, in originale Nighthawks, all’Art Institute di Chicsicago, inscena alla perfezione la street life americana. In cui i silenzi e le inquietudini notturne dei tizi solitari all’all night diner, illuminato da cinematografiche luci al neon, sono gli stessi della combriccola della scientifica di Las Vegas, qui impegnati a promuovere la stagione 7. La CBS, si divertì a disseminare nella foto due indizi per trovare soluzione al caso degli episodi finali della stagione precedente. Una domanda sorge in merito alla posa del gruppo: ma perché Grissom e la Willows guardano l’obiettivo?!

 

TRUE BLOOD – American Gothic, Grant Wood

È Entertainment Weekly a scegliere di mettere in posa, fin dalle tre diverse cover, il triangolo focoso di True Blood, come la coppia di contadini del famoso dipinto, all’Art Institute di Chicago, del 1930. Per lanciare la quarta serie del telefilm di Alan Ball, Anna Paquin (Sookie) fa la moglie (o la figlia, a seconda delle interpretazioni) e, di volta in volta, Stephen Moyer (Bill), Alexander Skaarsgard (Eric) e Joe Manganiello (Alcide) si calano nei panni (nella salopette di jeans, che fa più macho, nel caso di Manganiello) del marito (o padre). Parodiata in tante occasioni, persino dai Muppets e da Paris Hilton, l’opera è stata citata anche in un episodio della sesta stagione di Dexter, dove il serial killer finiva col forcone in mano…w310_tbewcoversquaresplit3-96889860

 

 

MAD MEN – La pittura metafisica di Giorgio De Chirico

Matthew Weiner in persona spiega perché per lanciare la quinta serie di Mad Men, a inizio anno, ci si è rifatti nel poster promozionale, all’arte del pittore italiano, esponente numero uno dell’onirica e surreale pittura metafisica: “proprio come lo show, vogliamo non essere letterali, ma provocare: l’immagine suggerisce la lotta di Don Draper per definirsi e definire quelli intorno a lui”. Il personaggio di Jon Hamm si trova infatti a fissare una vetrina con due manichini, simbolo, nell’arte del maestro, dell’uomo-automa della società di allora, ma anche della nostra, come di Draper (i sixties) di sicuro.

mad-men-poster-s05

FRIENDS – Pranzo in cima la grattacielo, Charles C. Ebbets

Realizzato durante la costruzione del maestoso Rockfeller Center nel cuore di New York, lo scatto del 1932, diventato una vera e propria icona, ha ispirato innumerevoli omaggi e parodie. Che in ambito telefilmico includono il cast di CSI – New York, forse per non essere da meno ai “cugini” di Las Vegas che si fanno belli nel quadro di Hopper, ma soprattutto i sei amici newyorkesi più famosi della tv. Quei (in foto, da sinistra) Joey, Monica, Chandler, Phoebe, Rachel e Ross che per dieci anni ci hanno regalato una delle sit-com più memorabili di sempre.

friends-wallpaper-tv-series-photo-lunch-atop-a-skyscraper-photography

NIP/TUCK – Venere di Milo, Alessandro di Antiochia (attribuzione incerta)

Con la quarta stagniptuckione in partenza nel 2006, il trasgressivo telefilm di Ryan Murphy, che non si è mai risparmiato, ogni anno, con gli strepitosi poster promozionali, invoca un capolavoro della Grecia antica: la Venere di Milo. Che, poverina, sembra sbalordita di fronte all’ennesima “creazione” dei soci McNamara e Troy, forse più bella (di sicuro più sexy) anche di lei. Se vi dovesse venir voglia di toccare con mano cotanto splendore (e venire multati), l’opera, risalente al 130 a.C., è al Museo del Louvre.

 

DESPERATE HOUSEWIVES – Opere varie in sigla

Con la sigla introduttiva del telefilm di Marc Cherry, non si parla di un unico dipinto, ma di tante opere che mirano a rappresentare l’evoluzione della donna nel corso dei secoli. E, come in una specie di grande libro cartonato e tridimensionale in stile pop-up (come quelli dei bimbi più piccini, per intenderci) si aprono e si animano con ironia. Succede dunque che l’Adamo ed Eva di Lucas Cranach, venga stravolto da una mela che cade seppellendo il primo uomo, che il marito de I Coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck getti incurante una buccia di banana sul pavimento, certo che se ne occuperà la (povera) moglie, e che, passando per l’irrinunciabile American Gothic già incontrato sopra, si arrivi al Couple Arguing Romantic Couple di Robert Dale, solo che qui la donna molla un bel cazzotto in puro stile pop art al compagno.  Il tutto con lo splendido accompagnamento musicale di Danny Elfman.

desp-hous

 

THE BORGIAS e I BORGIA – Tra sigla e poster promozionali

La sigla d’apertura della serie con Jeremy Irons, ipnotizza non solo per il canto medievale (e spaventoso) inscenato da  Trevor borgiaMorris, ma anche per i frammenti di opere d’arte, delle più disparate epoche artistiche, non sempre facilmente riconoscibili: le mani mostrate all’inizio, ad esempio,  sono di Philippe de Croy, Signore di Sempy, da un dipinto di Rogier van der Weyden, o ancora l’abbraccio dell’Allegoria del Trionfo di Venere del Bronzino, l’imprescindibile Caravaggio con la sua scioccante Morte della Vergine. Naturalmente anche la versione europea della storia della potente famiglia, quei Borgia portati in tv da Tom Fontana, non rinuncia al richiamo alla grande arte, meglio se rinascimentale, che poi fu la “loro” epoca. Senza mostrare dipinti precisi, si limitano a mettersi in posa, nei poster di lancio, come se fossero disegnati su una vetrata del 1500, caratterizzata appunto dalle luminosità cristalline venute fuori in quel periodo. Insomma, chi ancora ha il coraggio di affermare che i telefilm (e relative immagini promozionali) non sono delle vere e proprie opere d’arte?