L’Altare di Isenheim, di cui la Crocifissione in questione forma uno dei pannelli centrali, è considerato uno dei massimi capolavori e, al tempo stesso, una pietra dello scandalo dell’arte tedesca, rigettata come fu, in epoca nazista, poiché ritenuta “arte degenerata”. Il Crocifisso, per non finire sul taglio d’apertura delle due ante apribili, dov’è dipinta la scena, è leggermente spostato a destra.

mani crocifixPresenziano alla drammatica scena anche la Madonna, San Giovanni, la Maddalena e il Battista. L’impressione di solitudine e di strazio è acuita dallo squallore del paesaggio disabitato. L’imponente, sproporzionato Cristo, inchiodato su una croce di tronchi malamente sgrossati, quasi inaccettabile nella sua tremenda sofferenza (impressionante lo spasimo delle mani perforate da enormi chiodi), è una delle immagini più crude della storia dell’arte.  

Considerato, assieme ad Albrecht Dürer, un maestro del Rinascimento tedesco, Matthias Grünewald (1480 – 1528; nativo di Würzburg, Germania) è un pittore di inaudita violenza, che punta all’espressione rafforzata, ad una deformazione funzionale ai suoi racconti, caratterizzata da figure allungate, scavate e dolenti. Uno la cui opera ti si ficca nella testa come quei chiodi spaventosi.